“Meno lavori, pagati meno, protetti meno…” Un appunto di Francesco Ciafaloni

Pubblichiamo uno stralcio da un appunto di Francesco Ciafaloni* sulle ragioni dell’aumento del numero delle cooperative a fronte di una diminuzione del numero delle imprese, a cui comunque è corrisposta una generale diminuzione degli occupati, del loro salario e delle loro garanzie.

Il jobs act del Presidente del Consiglio Renzi e del Ministro Poletti, già Presidente dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, malgrado la annunciata riduzione dell’Irpef, con il conseguente aumento in busta paga di circa 80 euro al mese, prosegue la tendenza ad abbassare il costo del lavoro e ridurne la sicurezza per favorire (è la giustificazione corrente) nuove assunzioni. “Nuovi Lavori” ha pubblicato di recente autorevoli commenti (Bianchi, Morese, Treu, Mattina, Varesi, ecc.), alcuni più critici, altri più ovattati, sull’aumento della precarietà e la riduzione dei diritti. Leggi tutto ““Meno lavori, pagati meno, protetti meno…” Un appunto di Francesco Ciafaloni”

Renzi e la Cancellieri

A Renzi che attacca la Cancellieri, forse il miglior ministro della giustizia della storia repubblicana, ma rea di aver fatto una telefonata di solidarietà ad amici in difficoltà con la giustizia e di essersi interessata, come in tanti altri casi, a una detenuta in pericolo di vita Leggi tutto “Renzi e la Cancellieri”

larghe intese

Quindi Renzi, dopo aver devastato il partito di fronte a tutto l’elettorato pur di “rottamarne” i dirigenti, dopo essersi messo sotto i piedi lo statuto, di nuovo di fronte a tutti, invitando i suoi a votare contro Marini (“Io l’ho dichiarato”, si difende. “Peggio”, ha commentato giustamente il sindaco di Salerno), dopo aver qualificato Marini come l’uomo delle larghe intese per far andar su, senza poi riuscirci, Prodi, uomo da elezioni anticipate, cioè da “volta buona” per lui, è sbucato fuori dalle macerie di un terremoto costato al Pd in cinque giorni cinque punti ad andar bene, sorridente come una pasqua, rendendosi disponibile per il governo delle larghe intese preteso, a quel punto, da Napolitano. Cavolo, ci tiene veramente a fare il premier!