Su un articolo di Ferrara su Trump

Sul “Foglio”, in un bell’articolo, Giuliano Ferrara è feroce contro Trump, definito un vero “gangster” che dovrebbe stare in galera piuttosto che alla Casa Bianca. Sottoscrivibile, certo. E però, poi, Ferrara non riesce a non irridere gli intellettuali americani che irridevano Berlusconi: “Un uomo perseguitato dalla malagiustizia e dal suo uso politico, un tipetto certo disinvolto ma osservante delle regole di fondo cento volte più di Trump”.

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Il crowdfunding del malato

GoFundMe è un sito di crowdfunding che permette alle persone di organizzare “collette online” per questioni personali: un terzo del totale delle campagne che vi si organizzano servono per coprire spese mediche. Si parla di oltre 250.000 campagne all’anno, che raccolgono un totale di 650 milioni di dollari. Un altro trend in questo sito è il crescente numero di utenti che usano le campagne di crowdfunding per pagare i funerali di familiari, che nei soli Stati Uniti hanno un costo medio di 9mila dollari l’uno.

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Il relativismo culturale che ci perseguita

Lunedì 16 dicembre Cinzia Sciuto, da noi intervistata nell’ultimo numero, commenta le immagini della “sardina” che a Piazza San Giovanni è salita sul palco indossando il velo. Qui sotto un breve estratto dell’intervento pubblicato su Micromega (a questo indirizzo l’intervento completo)

Che la laicità non venga percepita come un valore intrinseco della democrazia è particolarmente grave in un’epoca in cui i fondamentalismi religiosi, di tutte le fedi, rialzano la testa. Non può non far parte del dna di un movimento democratico, che ha a cuore i diritti di tutti, la capacità svelare il potenziale di alienazione, di eteronomia, di antidemocrazia insito in qualunque religione.

Cinzia Sciuto, da “Care Sardine, non si risponde alla croce col velo” pubblicato su Micromega il 16 dicembre 2019

Dunque Calabresi sarebbe stato nella stanza con Pinelli?

Dunque Calabresi sarebbe stato nella stanza con Pinelli…

Un articolo di Adriano Sofri su Il Foglio di sabato 14 dicembre riferisce della testimonianza di Pasquale Valitutti in un intervento al convegno “Giornata di studi sulla strage di piazza Fontana” dal titolo “Noi sappiamo, e abbiamo le prove”, in cui ribadisce la presenza del commissario Calabresi nella stanza con Pinelli.
Sofri parla a lungo poi della ormai accertata a Milano nei giorni successivi al 12 dicembre 1969, dopo la strage di piazza Fontana, di una decina di agenti dei Servizi Riservati che avrebbe preso in mano la direzione delle operazioni della questura di Milano.

Qui il video del convegno; a 3 ore 11 minuti inizia l’intervento di Valitutti.

https://www.radioradicale.it/scheda/592132/giornata-di-studi-sulla-strage-di-piazza-fontana-intitolata-noi-sappiamo-e-abbiamo-le

tradimenti

Mentre licenziamo il numero 260, la Turchia sta invadendo il nord curdo della Siria grazie al tradimento degli Stati Uniti. Nella vita quotidiana se tradisci un amico che ha rischiato la vita per aiutarti, il disonore ti accompagnerà per sempre. L’idea che in politica sia diverso, che in politica tutto sia permesso, è penosa e banale. Le conseguenze saranno disastrose: nessuno più si fiderà della parola degli Stati Uniti che torneranno a essere odiati da tutto il mondo. è lontano il tempo dell’intervento a difesa dei kossovari, quando anche i grandi paesi dell’Europa si distinsero con coraggio. Nel mondo ormai scorrazzano indisturbati neodittatori arroganti, che annettono, aggrediscono, terrorizzano civili, uccidono e incarcerano giornalisti, ma di questo noi europei non abbiamo tempo di preoccuparci, c’è in ballo ben altro: il dazio sul formaggio e sullo champagne. L’Europa sembra finita prima di cominciare. Va così.

dal flickr di kurdishstruggle

Siamo tutti responsabili

E’ uscito il n. 257 di Una città. Riporto dal sommario:
“La copertina è dedicata ad Antonio Stano, il cittadino di Manduria angariato per anni da una banda di giovinastri fino al punto da chiudersi in casa e lasciarsi morire; i video in cui invoca aiuto mentre lo bastonano non si possono guardare. Ma la dedichiamo anche a tutti i cittadini di Manduria che sapevano e sono rimasti indifferenti. La miscela chimica fra prepotenza e indifferenza sta inquinando le nostre scuole, i nostri quartieri, l’intera società. Il pericolo è lì, altro che Salvini (per ora). Decenni di “fatti i fatti tuoi” hanno formato generazioni di ragazzi; l’idea che l’onore è “darle, non prenderle” è diventata dominante; il nobile ideale della non-violenza ha nobilitato il “non-intervento”. Se vogliamo far qualcosa è da qui che dobbiamo ripartire; come ci disse Vittorio Foa in un ultimo brevissimo incontro: “Il problema è il pacifismo”, e crediamo che volesse metterci in guardia proprio dalla passività verso le vittime della prepotenza. La dedichiamo infine anche ai manduriani che non sapevano e, in un certo senso, a tutti noi, perché, al rendiconto, tutti siamo responsabili di tutto”.