Questa storia del saper fare…

Con questa storia del saper fare la state facendo veramente lunga. Da più di due secoli ci sono una destra e una sinistra e ci sono almeno due saper fare. Questo per la politica. Diverso per la categoria dei giornalisti, dei commentatori, degli opinionisti, che hanno dimostrato, loro sì, la propria incompetenza, quando, accecati dai loro pregiudizi e preferenze, hanno messo in mostra un qualunquismo senza precedenti, parlando di catastrofe della politica, di incompetenza totale, eccetera, eccetera.

Boh, Gualtieri e Conte hanno ottenuto il rispetto dell’Europa, oltre che i 200 miliardi, in fatto di Covid siamo messi meglio di tanti altri… Un giornalista della Stampa, nel voler distribuire pari responsabilità nello scontro fra Renzi e Conte, ha detto testualmente: “Capirete, se un Casalino ha detto che ‘avrebbero asfaltato Renzi’, poi io non so se la notizia sia vera o falsa, però è circolata”. Non sai se sia vera o falsa ma è circolata? (Viene in mente qualcuno: circola, circola e diventa vera…). Ma poi, anche fosse (del resto è verosimile, ma il verosimile regna in politica, dovrebbe essere bandito dal giornalismo) basta una frase per decidere che le responsabilità fra Conte e Renzi sono uguali? Ma non avete visto cos’è successo? Conte all’improvviso è diventato un incompetente, un antidemocratico, uno che intrigava coi servizi, un amico di Trump, uno responsabile dei morti di Covid. Quasi nessuno dei commentatori si è azzardato a dire quel che milioni di “ignoranti” hanno pensato: che è stata una manovra inventata a freddo, premeditata, per farlo fuori, se non un vero e proprio complotto in combutta con altri. Ma certo non si può pretendere che questa ipotesi la faccia, e tenti di verificarla, un giornalista della Stampa. Ho sentito un eminente professore scagliarsi contro i politici con tale disprezzo e astio da farlo assomigliare all’avvinazzato di un quartiere di periferia (con tutto il rispetto per chi nelle periferie si spezza la schiena per tirare avanti e alla sera al bar se la prende coi politici). Poco tempo fa ebbe a dire in tv che è meglio un corrotto competente di un incompetente onesto. Beh, lui fa parte sicuramente di questi ultimi se non sa che la corruzione delle classi dirigenti può far cadere le democrazie e finanche le dittature. Da dove pensa che siano venuti i Cinquestelle? Ha visto cos’ha combinato Navalny con la foto di un maniero? Questi pensano che la gente stia lì immobile, ad aspettare, non le brioches, ma la soluzione di problemi. Per loro è tutta qui la politica, è tutta lì la vita, e le aspirazioni, della gente comune. Pensare che nella vita ci sia il bisogno di “giusto” e di sentirsi attori, soggetti, protagonisti, per loro sono sciocchezze sentimentali. E chi sarebbero poi i competenti? Quelli che hanno assistito Renzi nel suo tentativo di statuire la possibilità di fare un governo di legislatura con il 23% dei voti? Dopodiché, dopo il no, giù il diluvio di insulti verso un popolo ignorante, vittima della demagogia populista, eccetera eccetera. Ma possibile che gli ingegneri della politica non si siano accorti della devastazione che il maggioritario con il suo premio abnorme, ha provocato nel parlamento e nel paese? Ma ci vuole molto a capire che la legge elettorale ha a che fare con la storia di un paese, non con qualcosa di simile ai calcoli del cemento armato, quelli sì, uguali per tutto il mondo. Anche adesso, non l’abbiamo sotto gli occhi un parlamento completamente fuori fuoco rispetto al paese? Niente, alla parola proporzionale, continuano a strabuzzare gli occhi, scandalizzati. Verrebbe da chiedere: ma chi vi ha dato la laurea in politica?

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