di Tony Judt – 2017

Al centro della retorica utilizzata dalla sinistra ufficiale stava una concezione binaria della fedeltà politica: noi siamo ciò che loro non sono. Loro (fascisti, nazisti, franchisti, nazionalisti) sono la destra, noi siamo la sinistra. Loro sono reazionari, noi siamo progressisti.

Loro vogliono la guerra, noi la pace. Loro sono le forze del male, noi stiamo dalla parte del bene. Per dirla con le parole di Klaus Mann a Parigi nel 1935: qualsiasi cosa siano i fascisti, noi non lo siamo e siamo contro. Poiché quasi tutti gli avversari insistevano particolarmente nel definire la propria politica innanzitutto come anticomunista…, questa perfetta simmetria giocava a tutto vantaggio dei comunisti. Il filocomunismo -o almeno l’anti-anticomunismo- era la logica naturale dell’antifascismo.

Tony Judt – Postwar: La nostra storia 1945-2005 (Laterza, 2017)

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