Fuori dalla scuola

Marie, 13 anni, amava l’inglese e Shakespeare, ma non riusciva a controllare il suo comportamento. Non può farci nulla, si arrabbia facilmente: è stata infine espulsa. Un recente rapporto dell’Institute for Public Policy Research (Ippr) ha denunciato come la dispersione scolastica sia aumentata del 40% in Gran Bretagna. Lo scorso anno 48.000 bambini sono stati educati fuori dal sistema. A Blackpool, c’è “Crisalide”: una delle sedi di questa rete di scuole alternative; accoglie 18 ragazzini con l’obiettivo di farli rientrare a scuola. L’ambiente è colorato, vivace e c’è anche un cane, Archie. In queste scuole ci finiscono anche ragazzini caduti in depressione dopo essere stati vittime di bullismo, o che soffrono di attacchi di panico, o ancora i malati terminali. Le classi sono piccole e il personale molto sollecito. Wendy Casson, la dirigente di Blackpool, non ha esitazioni: “Qui non molliamo nessuno”. Il problema infatti è che molti non se ne vogliono andare. Molti hanno grossi problemi a casa, altri hanno difficoltà meno decifrabili.
Kiran Gill, ex insegnante, e autrice del rapporto dell’Ippr, è convinta che queste scuole alternative stiano facendo un lavoro straordinario e che però si debba ripartire dalla scuola “ordinaria”: bisogna creare una generazione di insegnanti impegnati a ridurre l’esclusione, in modo che questi ragazzini trovino quello di cui hanno bisogno prima che scatti l’espulsione dalla scuola. (theguardian.com)

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