Zeichen o la poesia come artificioi. Bordini o la poesia come non artificio – Novecento poetico italiano

Novecento poetico italiano di Alfonso Berardinelli

C’è stato un momento, fra il 1975 e il 1980, più a Roma che a Milano, in cui l’emergere di una nuova poesia tendeva a sovrapporsi, fino a volte a coincidere, con l’apparizione di “personaggi poetici”, di autori cioè che entravano nella scena letteraria come si entra in un teatro. Sembrava che in questi autori la “poeticità” della persona, del suo modo di essere e di vivere, contasse e suggestionasse non meno, o forse più, delle poesie scritte. La poesia e l’essere poeti erano una cosa sola. E per essere poeti bisognava mostrare di esserlo prima nella vita e nell’immagine e poi nella scrittura.

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