Un confronto impietoso: gli statuti del Partito democratico e del Partito socialista francese

Come comincia lo statuto del Partito Socialista francese (PSF)

La dichiarazione di principi

Il Partito socialista affonda le proprie radici nella tradizione dell’umanesimo e nella filosofia dell’Illuminismo. Adotta i valori di Libertà, Uguaglianza e Fraternità (“Liberté, Egalité, Fraternité”) proclamati dalla Rivoluzione francese. Esso è nato dall’incontro tra un pensiero critico, ricco e diversificato, e l’azione del movimento operaio che, per due secoli, hanno portato avanti una contestazione dell’organizzazione sociale forgiata dal capitalismo ed hanno difeso il progetto di una società solidale di cui tutti gli appartenenti godono delle stesse libertà e degli stessi diritti. Esso rivendica il ricordo del 1848, con l’abolizione della schiavitù, della Comune, l’eredità della Repubblica, della sua opera democratica e della sua lotta per la laicità, le grandi conquiste sociali del Front populaire, della Liberazione, del maggio’68, del maggio ‘81 e dei governi di sinistra che si sono succeduti da allora. Il Partito socialista è partecipe delle grandi battaglie politiche ed intellettuali per la libertà e la giustizia, dall’Affare Dreyfus all’abolizione della pena di morte, e fa propria la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948. Leggi tutto “Un confronto impietoso: gli statuti del Partito democratico e del Partito socialista francese”

Quella sua ultima invocazione ai giovani…

Una Città97 / 2001 Luglio-Agosto
Intervista a Pino Ferraris
Realizzata da Gianni Saporetti

Pino Ferraris ha lavorato nell’Ufficio Studi della Cgil, ha collaborato con l’Flm e la Fiom; ha insegnato sociologia all’Università di Camerino. Ha pubblicato, fra l’altro, Domande di oggi al sindacalismo europeo dell’altro ieri, Ediesse, Roma 1992; Osvaldo Gnocchi-Viani, Dieci anni di Camere del lavoro, Ediesse, Roma 1995.

Osvaldo Gnocchi-Viani è stato il fondatore del sindacato italiano. Perché non se ne sente mai parlare e che senso ha, a parte l’aspetto storiografico, riscoprire la sua figura, il suo pensiero e la sua opera?
Uno dei motivi che spingono ad andare a rileggere personaggi in un certo senso dimenticati della storia del socialismo è la sproporzione evidente tra l’importanza, pratica o ideale, che hanno avuto, e il drastico ridimensionamento che hanno subito a livello di elaborazione storiografica. Merlino è uno di questi personaggi dimenticati, pur essendo, dal punto di vista della teoria politica, importantissimo, sia per l’influenza che ebbe nel suo tempo, seppur poco riconosciuta, sia per l’influenza che avrebbe potuto avere per il futuro, se la sua riflessione non fosse stata censurata, obliterata. E direi che Gnocchi-Viani ha la stessa importanza di Merlino, soprattutto dal punto di vista pratico.

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