Per un sindacato unito. Dalla lettera di Pierre Carniti a Cgil, Cisl e Uil

… Il lavoro da sviluppare è, dunque, quello di cogliere l’unità nella diversità e di trasformare il superamento delle diversità in una ragione di irrobustimento dell’unità. Condizione indispensabile per realizzare, come richiesto dalle sfide da affrontare, un impegno solidale, condiviso, efficace. Va detto che in proposito non è possibile alcuna indulgenza, nessuna condiscendenza. Perché, mentre per la soluzione dei problemi che riguardano la condizione del lavoro si devono fare i conti con l’opposizione, la resistenza delle controparti e degli avversari, in questo campo tutto dipende esclusivamente dalla volontà e dalla coerenza soggettiva del movimento sindacale confederale. Leggi tutto “Per un sindacato unito. Dalla lettera di Pierre Carniti a Cgil, Cisl e Uil”

I sindacati dei pensionati

Quest’estate, su “Il Giorno”, Walter Galbusera ha segnalato l’anomalia di un paese dove “i pensionati sono più della metà degli iscritti in Cgil, attorno al 50% nella Cisl e circa un terzo nella Uil”. In nessun altro paese un pensionato ha uno status pari a quello di un lavoratore attivo iscritto Leggi tutto “I sindacati dei pensionati”

Quella sua ultima invocazione ai giovani…

Una Città97 / 2001 Luglio-Agosto
Intervista a Pino Ferraris
Realizzata da Gianni Saporetti

Pino Ferraris ha lavorato nell’Ufficio Studi della Cgil, ha collaborato con l’Flm e la Fiom; ha insegnato sociologia all’Università di Camerino. Ha pubblicato, fra l’altro, Domande di oggi al sindacalismo europeo dell’altro ieri, Ediesse, Roma 1992; Osvaldo Gnocchi-Viani, Dieci anni di Camere del lavoro, Ediesse, Roma 1995.

Osvaldo Gnocchi-Viani è stato il fondatore del sindacato italiano. Perché non se ne sente mai parlare e che senso ha, a parte l’aspetto storiografico, riscoprire la sua figura, il suo pensiero e la sua opera?
Uno dei motivi che spingono ad andare a rileggere personaggi in un certo senso dimenticati della storia del socialismo è la sproporzione evidente tra l’importanza, pratica o ideale, che hanno avuto, e il drastico ridimensionamento che hanno subito a livello di elaborazione storiografica. Merlino è uno di questi personaggi dimenticati, pur essendo, dal punto di vista della teoria politica, importantissimo, sia per l’influenza che ebbe nel suo tempo, seppur poco riconosciuta, sia per l’influenza che avrebbe potuto avere per il futuro, se la sua riflessione non fosse stata censurata, obliterata. E direi che Gnocchi-Viani ha la stessa importanza di Merlino, soprattutto dal punto di vista pratico.

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