Carpentras

dal libro “Lo chopin partiva
edizioni Una città, 2007

Le risse fra ragazzi arabi ed ebrei al tempo dell’Algeria. Quelle scritte sui muri, ricorrenti. L’idea dei genitori che non cambierà mai: “o noi o loro”, e quei racconti che ti accompagnano per tutta la vita. Il trauma di Sabra e Chatila…

Intervista a Sulamit Schneider

Erano lotte feroci, battaglie, mi ricoprivo di lividi, ero la più arrabbiata, avevo le scarpe ortopediche e picchiavo… Ho sempre dei ricordi di lotte, di litigate a scuola, anche per via di quelle scarpe grazie alle quali vincevo spesso. L’ultima sberla credo di averla data a 18 anni. Nella mia classe la metà era francese e l’altra metà erano polacchi, arabi, due o tre spagnoli e due o tre ebrei e succedeva di tutto, non solo tra arabi ed ebrei durante la guerra d’Algeria, ma perché era normale l’insulto contro il colore, contro la religione. Dunque, la profanazione del cimitero ebraico di Carpentras…

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Un massacro dimenticato

Lo scorso settembre sono passati trent’anni dai giorni in cui a Sabra e Chatila, nel settembre del 1982, vennero uccisi tra i 2000 e i 3000 palestinesi. Le stime restano incerte: 700 per le autorità israeliane, 328 per quelle libanesi, 1000 per la Croce Rossa, 2750 per la Commissione Mc Bride e 3000 per il giornalista Ammon Kapeliouk, autore dell’inchiesta più importante, Shabra e Chatila. Inchiesta su un massacro (Crt, 2002; ed. orig. uscita in Francia per Edition du Seul nel 1982).

Le Monde l’ha ricordato riprendendo un articolo di Seth Anziska uscito il giorno prima sul New York Times con il titolo “Un massacro evitabile”. Leggi tutto “Un massacro dimenticato”