Siamo diventati razzisti?

Conferenza pubblica con Alessandro Cavalli ed Ernesto Galli Della Loggia. Modera l’incontro Wlodek Goldkorn

Le razze, che non esistono nella natura, esistono nella mentalità dei popoli, in cui, come del resto negli altri animali, è molto forte la territorialità e la diffidenza verso lo straniero; la specificità italiana che vede la presenza di un forte numero di immigrati irregolari, spesso dediti ad attività illegali in quartieri e zone già disagiate; la competizione sui lavori, sui servizi, sulla casa; l’eredità di Auschwitz ma anche l’abolizione della schiavitù in Europa; le identità plurime che esistono in tutti i popoli. Ne discutono Alessandro Cavalli, Ernesto Galli della Loggia, Wlodek Goldkorn.

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Ci siamo cascati

Molti anni fa, alle prime affermazioni in Francia del Front National, quando già il problema immigrazione era esploso, alcuni sociologi che intervistammo, concordavano su due pericoli che la sinistra doveva evitare assolutamente: confondere xenofobia e razzismo e fare appelli morali. Ci siamo cascati in pieno e questo è il risultato.

Daesh è razzista (coi suoi)

Secondo i servizi segreti indiani, Daesh discrimina i suoi stessi combattenti. I musulmani del Sud Est asiatico che si sono dati al Califfato, infatti, vengono alloggiati peggio, pagati peggio, attrezzati peggio, e spesso si affidano loro missioni kamikaze -ma a loro insaputa. È il risultato di un’indagine su 23 indiani unitisi al sedicente Stato Islamico, sei dei quali sono rimasti uccisi.

Non capita solo agli asiatici: anche i musulmani provenienti da paesi africani ricevono un trattamento simile. I non-arabi sono trattati come “carne da cannone”, mandati avanti, mentre gli arabi restano spesso nelle retrovie. Un razzismo istituzionalizzato anche nella pantomima di “stato” che Daesh pretende di imporre nei suoi territori: nelle forze di polizia interne sono ammessi solo tunisini, palestinesi, sauditi, iracheni e siriani.

India Times

 

Google è razzista?

Un recente studio del professor Latanya Sweeney di Harvard ha segnalato la presenza di “discriminazioni significative” nei risultati che si ottengono “googlando”. In particolare se il nome verosimilmente appartiene a un bianco, escono informazioni sulla sua email, indirizzo ecc. Se il nome è tradizionalmente di un nero escono notizie su crimini. Cosa significa questo? Leggi tutto “Google è razzista?”