Perché il fondatore delle camere del lavoro e quant’altro non lo ricorda nessuno?

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Di formazione mazziniana e risorgimentale, socialista, proudhoniano, grande eclettico, Osvaldo Gnocchi-Viani, fondatore delle Camere del Lavoro, dell’Umanitaria e dell’università popolare, osteggiò con forza la scelta marxista “tedesca” di Turati, che riduceva il sindacato e l’associazionismo popolare a cinghie di trasmissione di un partito votato al socialismo di stato e a un mutualismo paternalistico statalizzato. La sconcertante attualità delle sue idee sul far da sé solidaristico da opporre a quello individualistico liberale. Intervista a Pino Ferraris.

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Addio Pino

Venerdì 3 febbraio, il giorno della neve, a Roma, a poco più di 78 anni, è morto di infarto Pino Ferraris.
Pino è stato prima un militante e dirigente politico socialista, passato ai socialisti unitari, cioè allo Psiup, dopo la scissione, poi ricercatore all’ufficio studi della Cgil a Roma, poi, dopo essersi laureato da adulto, professore a Camerino, storico del movimento operaio e collaboratore del Centro Basso. Leggi tutto “Addio Pino”

Quella sua ultima invocazione ai giovani…

Una Città97 / 2001 Luglio-Agosto
Intervista a Pino Ferraris
Realizzata da Gianni Saporetti

Pino Ferraris ha lavorato nell’Ufficio Studi della Cgil, ha collaborato con l’Flm e la Fiom; ha insegnato sociologia all’Università di Camerino. Ha pubblicato, fra l’altro, Domande di oggi al sindacalismo europeo dell’altro ieri, Ediesse, Roma 1992; Osvaldo Gnocchi-Viani, Dieci anni di Camere del lavoro, Ediesse, Roma 1995.

Osvaldo Gnocchi-Viani è stato il fondatore del sindacato italiano. Perché non se ne sente mai parlare e che senso ha, a parte l’aspetto storiografico, riscoprire la sua figura, il suo pensiero e la sua opera?
Uno dei motivi che spingono ad andare a rileggere personaggi in un certo senso dimenticati della storia del socialismo è la sproporzione evidente tra l’importanza, pratica o ideale, che hanno avuto, e il drastico ridimensionamento che hanno subito a livello di elaborazione storiografica. Merlino è uno di questi personaggi dimenticati, pur essendo, dal punto di vista della teoria politica, importantissimo, sia per l’influenza che ebbe nel suo tempo, seppur poco riconosciuta, sia per l’influenza che avrebbe potuto avere per il futuro, se la sua riflessione non fosse stata censurata, obliterata. E direi che Gnocchi-Viani ha la stessa importanza di Merlino, soprattutto dal punto di vista pratico.

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