Il socialfascismo che non muore mai

Alle comunali di Forlì ho votato Calderoni e la sua lista civica. Ovviamente. Alle europee Pd (preferenza Guerra). Il secondo voto, a differenza del primo, l’ho dato a malincuore, perché da tempo non amo più il Partito Democratico, ma credo nell’Europa. Devo però confessare che l’ho dato anche “a scanso di equivoci” (e di questo un po’ mi vergogno perché la ricerca del “rispetto umano” è sempre peccato e, se ricordo bene, mortale). Voglio dire che ormai a sinistra c’è un tale clima di astio, di risentimento verso chi ti ha sconfitto, che non ci vuole niente che a qualcuno, compreso gli amici politici, si appiccichino etichette ai propri occhi infamanti: se dici che il pd deve dialogare con i cinquestelle sei un grillino (la qual cosa per me non sarebbe per nulla infamante, solo che non è vera), se dici che la parola d’ordine “accogliamoli tutti” è demenziale, sei un leghista salviniano e se solo provi ad argomentare niente niente diventi un razzista. Per non parlare, poi, della sinistra comunista, che, dicono, non voterà Calderoni per non votare con il Pd, ormai considerato il nemico principale. Meglio un governo leghista. Sembra che a sinistra il socialfascismo – combattiamo innanzitutto i democratici perché non sono che la mascheratura pericolosa dei padroni e dei fascisti – non sia mai passato.
A costo di essere ridicolo emanerò delle sentenze:
L’astio e il risentimento fanno diventare stupidi; la propria onestà e libertà intellettuale è il bene più prezioso e la si può perdere in ogni momento; se la destra vince, la sinistra deve chiedersi dove ha sbagliato.

Un confronto impietoso: gli statuti del Partito democratico e del Partito socialista francese

Come comincia lo statuto del Partito Socialista francese (PSF)

La dichiarazione di principi

Il Partito socialista affonda le proprie radici nella tradizione dell’umanesimo e nella filosofia dell’Illuminismo. Adotta i valori di Libertà, Uguaglianza e Fraternità (“Liberté, Egalité, Fraternité”) proclamati dalla Rivoluzione francese. Esso è nato dall’incontro tra un pensiero critico, ricco e diversificato, e l’azione del movimento operaio che, per due secoli, hanno portato avanti una contestazione dell’organizzazione sociale forgiata dal capitalismo ed hanno difeso il progetto di una società solidale di cui tutti gli appartenenti godono delle stesse libertà e degli stessi diritti. Esso rivendica il ricordo del 1848, con l’abolizione della schiavitù, della Comune, l’eredità della Repubblica, della sua opera democratica e della sua lotta per la laicità, le grandi conquiste sociali del Front populaire, della Liberazione, del maggio’68, del maggio ‘81 e dei governi di sinistra che si sono succeduti da allora. Il Partito socialista è partecipe delle grandi battaglie politiche ed intellettuali per la libertà e la giustizia, dall’Affare Dreyfus all’abolizione della pena di morte, e fa propria la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948. Leggi tutto “Un confronto impietoso: gli statuti del Partito democratico e del Partito socialista francese”

Renzi e la Cancellieri

A Renzi che attacca la Cancellieri, forse il miglior ministro della giustizia della storia repubblicana, ma rea di aver fatto una telefonata di solidarietà ad amici in difficoltà con la giustizia e di essersi interessata, come in tanti altri casi, a una detenuta in pericolo di vita Leggi tutto “Renzi e la Cancellieri”