Cemento a Gaza

Sono passati tre mesi dalla fine dell’ultima offensiva su Gaza, ma Sadeeqa, sessant’anni, vive ancora nel rudere bombardato che era casa sua insieme ad altre 34 persone. Il riparo di fortuna è ricoperto alla bell’e meglio con teli di plastica per cercare di arginare il freddo, mentre l’elettricità vi arriva con un cavo che si collega a un edificio vicino.

La verità è che nelle zone colpite non c’è abbastanza cemento per ricostruire le case, servono bulldozer per spianare le macerie e manca quasi del tutto l’acqua potabile. Ne ha parlato Haaretz. Leggi tutto “Cemento a Gaza”

Cellulari, masse e disastri

Il cellulare può rivelarsi uno strumento prezioso in occasione di un disastro, e per vari motivi: sicuramente per l’uso che ne può fare il possessore (chiamare i propri cari, le forze di polizia, i mezzi di soccorso, al limite anche usare l’applicazione-torcia), ma anche, ci spiega l’Economist, per i dati che si possono ricavare dal monitoraggio del traffico telefonico di una segmento di popolazione. Ma cosa comporta questo utilizzo? Se ne parla in questi giorni con riferimento all’epidemia di Ebola.  Leggi tutto “Cellulari, masse e disastri”

I molti nomi dell’Isis

Quando l’Isis si è presentato per la prima volta aveva appunto questo nome, Isis, che è l’acronimo di “Islamic State in Iraq and Syria”. Lo scorso giugno però è diventato lo Stato del Califfato Islamico (Sic) a riflettere l’ambizione di governare su tutti i musulmani. In seguito, volendo disconoscere i confini coloniali, è stata adottata un’altra indicazione geografica: “al-Sham”, che si riferisce sia alla capitale Damasco sia all’intera regione del Levante, e quindi non più Isis, ma Isil. Leggi tutto “I molti nomi dell’Isis”

Guerra? Quale guerra?

“C’è stato un periodo, quest’estate, tra la gravidanza della cantante del momento e il suo matrimonio, in cui c’è stata una guerra. È finita, ed è già stata dimenticata”. Comincia così l’editoriale di Gideon Levy pubblicato su Haaretz il 18 settembre. Leggi tutto “Guerra? Quale guerra?”

L’eredità di Caino

Dal n. 209 di Una città, un appunto di Francesco Ciafaloni che, a partire dall’ultimo Rapporto sullo Sviluppo Umano delle Nazioni Unite, ci parla di produzione e produttività, e ci dà qualche dato non scontato, che però conferma che nei paesi in cui si uccide molto ci si uccide poco, e viceversa…

Il Rapporto sullo Sviluppo Umano delle Nazioni Unite per il 2013 è dedicato alla crescita del Sud del mondo. Un grafico nelle prime pagine mostra, nell’arco di poco meno di due secoli, tra il 1820 e il 2013, l’andamento della produzione di Brasile, Cina e India (il Sud) e di Canada, Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Stati Uniti (il Nord). Nel 1820 il Sud produce la metà del prodotto del mondo contro il 20% del Nord. Poi, con l’industria, la crescita demografica, gli imperi, in poco più di 120 anni, il prodotto del Nord, con alti e bassi, supera il 50%, durante la guerra, mentre quello del Sud crolla al 10%. Da allora le tendenze si sono invertite. In questi anni il Sud sta superando il Nord, al 30%, e non c’è motivo di credere che si fermi. Leggi tutto “L’eredità di Caino”

Disuguaglianze, povertà e crisi: Stiglitz, Viale e Barca a convegno a New York

Sul Corriere della Sera del 21 gennaio Massimo Gaggi racconta dell’incontro che ha visto protagonista il prof. Joe Stiglitz all’Onu il 20 gennaio scorso. Al convegno, organizzato in occasione del Martin Luther King Day dalla Missione italiana presso il Palazzo di Vetro in collaborazione con l’Istituto italiano di Cultura di New York, hanno partecipato tra gli altri anche il direttore dell’Icc, Riccardo Viale, l’ambasciatore Sebastiano Cardi e Fabrizio Barca (Direttore generale del Tesoro italiano).

Il prof. Stiglitz ha parlato dell’emergenza globale dell’aumento delle disparità dei redditi tra ricchi e poveri: “Oggi tutti cominciano a preoccuparsi delle disuguaglianze, se non perché sono sensibili alle ragioni dell’equità, perché si stanno creando situazioni di grande tensione sociale: temono che la democrazia sia in pericolo (…)”. Leggi tutto “Disuguaglianze, povertà e crisi: Stiglitz, Viale e Barca a convegno a New York”