Viva Charlie Hebdo (pixellato)

Da ieri le più grandi testate di tutto il mondo, nel nome della libertà d’informazione, rendono omaggio ai caduti nell’assalto al settimanale satirico francese Charlie Hebdo ripubblicando molte delle sue vignette più caustiche. Con molti “se” e “ma”. Ne ha parlato il sito Slate.fr. Leggi tutto “Viva Charlie Hebdo (pixellato)”

Cina e frigoriferi

In dodici anni, dal 1995 al 2007, i cinesi con il frigo in casa sono passati dal 7% al 95% nelle aree urbane. La cosiddetta “capacità refrigerante” cinese ha superato quella americana e in Cina non è ancora stata approntata la logistica della “catena del freddo”. Quando anche la Cina avrà predisposto le stazioni refrigeranti, i macelli, i centri di distribuzione, i mezzi di trasporto e i magazzini, tutti in grado di mantenere la temperatura fredda, a cambiare non saranno solo le abitudini dei cinesi, ma anche il clima. Leggi tutto “Cina e frigoriferi”

Il valore delle vittime

Su Al Arabya, Chris Doyle, direttore di Caabu (Consiglio londinese per la comprensione arabo-inglese), indaga sul perché la decapitazione di James Foley abbia avuto un tale impatto. La rete è piena di decapitazioni e la maggior parte non c’entra né con l’Isis né con Al Qaeda. Non ci sono solo i cartelli della droga messicana che decapitano un rivale con la motosega, anche Boko Haram ha postato più di una esecuzione. Foley, tra l’altro, non era nemmeno il primo americano a subire questa sorte.

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La grande enciclopedia e il piccolo schermo

Se ne stanno accorgendo tutti gli amministratori di siti che dedicano un po’ di tempo allo studio degli Analytics, il servizio Google che fornisce una grande mole di dati sugli accessi alle pagine web: sta crescendo vertiginosamente l’accesso da cellulari e tablet, mentre cominciano a calare gli utenti del “vecchio” computer da tavolo. Se per siti popolari come Facebook e Twitter il cambiamento non sta producendo grandi problemi, c’è chi ne viene grandemente danneggiato. È il caso di Wikipedia, il rivoluzionario strumento enciclopedico fondato sulla possibilità da parte degli utenti di modificare e creare le singole voci. Leggi tutto “La grande enciclopedia e il piccolo schermo”

Quando il capo conosce le tue malattie

La scorsa settimana, un’incredibile gaffe ha attirato molte critiche su Tim Armstrong, direttore della web company statunitense AmericaOnLine. In una riunione coi dipendenti, il boss di AoL ha motivato la decisione di ridurre i benefit aziendali prendendosela con i costi aggiuntivi al sistema assicurativo interno causati dalla riforma sanitaria di Obama. In particolare, Armstrong ha citato il caso dei figli di due dipendenti, nati con gravi problemi di salute, prendendosela con chi porta avanti gravidanze a rischio: “Questi due neonati ci sono costati milioni di dollari!”. Apriti cielo: a nulla è servito il memorandum interno successivo con cui Armstrong ha dichiarato di essere stato frainteso. La cosa è rimbalzata subito sul web, dove si sono sprecate le prese in giro all’azienda che per giustificare mosse impopolari se la prende coi “neonati malati”, e sui giornali. Leggi tutto “Quando il capo conosce le tue malattie”

Ostaggi della sorte. Oppure no

Evitereste a un nascituro una malattia genetica grave spendendo 20mila dollari (14.800 euro)? Tanto costa negli Usa una Diagnostica genetica preimpianto. La Dgp è divenuta possibile da una decina d’anni, ma solo recentemente sta conoscendo un uso diffuso: forse perché col tempo sono migliorate le tecniche e si conoscono molti più geni che potrebbero causare malattie, evitare le quali è uno dei motivi principali per cui vi si ricorre.

“È stata dura scartare i 6 embrioni su 12 che portavano il gene della Gss, ma sempre meglio così che abortire dopo”. Amanda, 26 anni, ha la malattia di Gerstmann-Sträussler-Scheinker, rara condizione genetica che ha ereditato per via paterna. Come per suo padre, entro il sessantesimo anno d’età la Gss comincerà a inibire prima la sua funzione motoria, poi la vista e l’udito; infine, farà insorgere la demenza, quindi, entro cinque anni dai primi sintomi, provocherà la morte. Per evitare questo destino ai figli, Amanda ha fatto ricorso alla Dgp, che le ha consentito di scegliere gli embrioni non predestinati alla malattia. Oggi è madre di tre bambini (che stanno bene). Leggi tutto “Ostaggi della sorte. Oppure no”

Faccio causa ai vescovi

L’Unione Americana per le Libertà Civili (Aclu – American Civil Liberties Union) ha deciso di fare causa alla Conferenza episcopale statunitense. Il motivo? Il caso di una donna, incinta di 18 settimane e alle prese con una gravidanza travagliata, che è stata più volte rimandata a casa dopo che, in preda a dolori e perdite di sangue, si era recata presso l’unica struttura ospedaliera della sua contea di Muskegon, nel Michigan: il Mercy Health, un ospedale cattolico.

Per l’Unione, la decisione di non intervenire con un aborto avrebbe inutilmente messo a rischio la vita della paziente. Secondo gli specialisti che hanno esaminato il caso, la donna non aveva più alcuna possibilità di portare a termine la gravidanza. Leggi tutto “Faccio causa ai vescovi”