Ilva di Taranto – Intervento di Francesco Ciafaloni

Una città n. 261 – novembre 2019

Faccio parte della generazione di ingegneri che hanno cominciato a lavorare, subito dopo la laurea, nelle grandi aziende, nei grandi impianti petroliferi e siderurgici avviati nei primi anni Sessanta: all’Anic di Gela e al siderurgico di Taranto, tra gli altri. Un mio vecchio amico, che ho risentito nei giorni scorsi, ha lavorato a Taranto tutta la vita. Oggi i giornali parlano della polvere rossa che si accumula alla base degli altoforni a Taranto e si riversa sul quartiere Tamburi.

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Per un sindacato unito. Dalla lettera di Pierre Carniti a Cgil, Cisl e Uil

… Il lavoro da sviluppare è, dunque, quello di cogliere l’unità nella diversità e di trasformare il superamento delle diversità in una ragione di irrobustimento dell’unità. Condizione indispensabile per realizzare, come richiesto dalle sfide da affrontare, un impegno solidale, condiviso, efficace. Va detto che in proposito non è possibile alcuna indulgenza, nessuna condiscendenza. Perché, mentre per la soluzione dei problemi che riguardano la condizione del lavoro si devono fare i conti con l’opposizione, la resistenza delle controparti e degli avversari, in questo campo tutto dipende esclusivamente dalla volontà e dalla coerenza soggettiva del movimento sindacale confederale. Leggi tutto “Per un sindacato unito. Dalla lettera di Pierre Carniti a Cgil, Cisl e Uil”

Primo Levi sul lavoro…

“Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra: ma questa è una verità che non molti conoscono”.
(La chiave a stella, Primo Levi, Einaudi 1978)

Sul reddito di cittadinanza

Sul numero primaverile di “Dissent”, Alyssa Battistoni dedica un lungo saggio all’Universal basic income (Ubi), il nostro reddito di cittadinanza. L’idea, che non è nuova, piace a molti: al Movement for Black Lives, ad Andy Stern, già presidente di Seiu, il sindacato americano dei lavoratori dei servizi, a Corbyn come ad Hamon. Battistoni fa notare che a promuovere l’Ubi oggi negli Usa sono anche i tecnocapitalisti e che alcuni sperimenti pilota, come quello che partirà in Oklahoma, è promosso da privati. L’Ubi risponderebbe in questo caso a una sorta di “noblesse oblige” dei vincenti della globalizzazione verso i perdenti Leggi tutto “Sul reddito di cittadinanza”

Differenze

Pare che il cosiddetto “gender pay gap”, cioè la differenza di retribuzione tra uomini e donne, cominci assai presto. Sul “Guardian” si parla di una ricerca da cui risulta che non solo le bambine ricevono il 20% in meno dei bambini come mancetta settimanale, ma hanno anche meno autonomia nella gestione dei soldi ricevuti.
(guardian.com)

Reddito di base in Finlandia

Il 9 gennaio 2000 disoccupati finlandesi, tra i 25 e i 58 anni, hanno ricevuto il loto primo bonifico di 560 euro, somma che riceveranno mensilmente fino al 31 dicembre 2018. E’ un tentativo. D’altra il primo ministro ha spiegato che, dopo tre anni di recessione, la situazione è talmente grave che bisogna avere il “coraggio di sperimentare”. La scelta originale è che anche chi nel frattempo troverà un lavoro, potrà continuare a ricevere il reddito di base. Di nuovo, è un tentativo per evitare che un’indennità inibisca la ricerca di un nuovo impiego. Se l’esperimento dà risultati positivi verrà esteso a un numero maggiore di persone; qui il problema diventerà la copertura finanziaria.
(lemonde.fr)

A zero ore

I sindacati inglesi denunciano un abuso endemico delle leggi sul salario minimo, specie tra i lavoratori impegnati nell’assistenza agli anziani e ai non autosufficienti. Nel mirino ci sono in particolare i cosiddetti “contratti a zero ore”, contratti inizialmente pensati per studenti e che non prevedono un minimo di ore lavorative a settimana né una copertura in caso di malattia o ferie Leggi tutto “A zero ore”

Lavoro addio?

E’ di questi giorni la notizia che Foxconn intende investire cinquanta miliardi di dollari negli Stati Uniti. La multinazionale taiwanese Foxconn, che fornisce componenti elettrici ed elettronici per Apple, Dell, HP, Microsoft, Motorola, Nintendo, Nokia, Sony, BlackBerry, ecc., impiega circa un milione di lavoratori in Cina ed era diventata famosa nel 2010 per un’ondata di suicidi. I dirigenti all’epoca erano corsi ai ripari facendo installare reti anti-suicidio negli stabilimenti e assumendo psicologi e monaci Leggi tutto “Lavoro addio?”

Dove sono finiti i lavoratori?

Nel mercato del lavoro statunitense mancano all’appello milioni di uomini. Dove sono finiti? Questa è domanda che guida la ricerca da poco pubblicata di Alan B. Krueger, professore di economia a Princeton. Gli economisti da tempo si scervellano per capire perché una crescente quota di giovani uomini non solo non lavora, ma nemmeno cerca un impiego. Gli ultimi dati ci dicono che a settembre 2016 negli Stati Uniti l’11,4% degli uomini tra i 25 e i 54 anni (sette milioni di persone) non fa parte della “forza lavoro”. Com’è possibile? Leggi tutto “Dove sono finiti i lavoratori?”

Parliamo di lavoro

La Cfdt, la Confédération française démocratique du travail, uno dei maggiori sindacati francesi, sta per lanciare un’iniziativa molto ambiziosa: una grande inchiesta sul lavoro e sui lavoratori. Il questionario si intitola «Parlons travail», parliamo di lavoro, e attraverso 150 domande si prefigge di esaminare tutti i temi possibili: l’orario di lavoro, le molestie, il sindacalismo, il disagio, la carriera, il clima, la gerarchia, la valutazione…
A partire da oggi verranno inviate più di due milioni di mail. Tremila persone hanno già compilato la versione beta. A fine dicembre i dati raccolti saranno sottoposti a un istituto statistico per essere validati, dopodiché verranno vagliati da alcuni sociologi per una restituzione scientifica delle risposte. A partire dai risultati, la Cfdt costruirà una piattaforma di rivendicazioni da sottoporre ai candidati alle presidenziali del 2017 che a quel punto si troveranno sul tavolo un dossier molto concreto.
(liberation.fr)