Web democracy

Si parla molto di democrazia diretta e di web democracy. Dal 2007, Mark Klein, del Center for Collective Intelligence del Mit di Boston, sta lavorando al cosiddetto Deliberatorium, una piattaforma online fondata su alcune idee tratte dalle teorie dell’argomentazione e del social computing (un’area di ricerca multidisciplinare che studia le intersezioni tra sistemi informatici e comportamenti) per aiutare ampi gruppi di persone a confrontarsi e a trovare soluzioni a problemi complessi dove si incontrano e scontrano interessi diversi. Leggi tutto “Web democracy”

Reddito di base in Finlandia

Il 9 gennaio 2000 disoccupati finlandesi, tra i 25 e i 58 anni, hanno ricevuto il loto primo bonifico di 560 euro, somma che riceveranno mensilmente fino al 31 dicembre 2018. E’ un tentativo. D’altra il primo ministro ha spiegato che, dopo tre anni di recessione, la situazione è talmente grave che bisogna avere il “coraggio di sperimentare”. La scelta originale è che anche chi nel frattempo troverà un lavoro, potrà continuare a ricevere il reddito di base. Di nuovo, è un tentativo per evitare che un’indennità inibisca la ricerca di un nuovo impiego. Se l’esperimento dà risultati positivi verrà esteso a un numero maggiore di persone; qui il problema diventerà la copertura finanziaria.
(lemonde.fr)

La fine dell’informazione?

Sull’ultimo numero delle Scienze, un lungo articolo è dedicato al fenomeno della disinformazione in rete. Il gruppo di ricercatori diretto da Walter Quattrociocchi dell’IMT Alti Studi di Lucca, ha studiato approfonditamente la diffusione virale di false notizie scientifiche in rete, dove le teorie del complotto vanno per la maggiore. Si va dalla teoria delle scie chimiche, alle false (e pericolose) notizie sul legame fra vaccini e autismo. Leggi tutto “La fine dell’informazione?”

Censura o diritto all’oblio?

Nell’annunciare il primo rapporto sulla trasparenza, Wikipedia ha reso noto che nell’ultima settimana Google ha ricevuto la richiesta di rimuovere alcuni link a sue pagine. Tra questi figura anche la pagina di Vallanzasca. Wales è piuttosto polemico su un diritto all’oblio che sembra sempre più una censura. Leggi tutto “Censura o diritto all’oblio?”

Computer nella nebbia

Christopher Mims, sul “Wall Street Journal” spiega perché il futuro dei computer non è nel “cloud”. Da più parti si dice che a breve sarà tutto nella nuvola e ci sono già diverse agenzie che vendono questa possibilità. In realtà le cose non stanno proprio così: la verità è che mettere e prendere la roba dalla nuvola è più difficile di quanto si voglia ammettere. Leggi tutto “Computer nella nebbia”

Net écoute

A chiamare sono quasi sempre delle donne: le mamme. L’allarme scatta quando si scopre che qualcuno sta facendo richieste dubbie ai figli attraverso chat o social network. A rispondere sono gli operatori di Net Ecoute: un numero verde lanciato nel 2008 dall’associazione e-Enfance nel quadro del programma europeo “Safer Internet”. Dominique Delorme, responsabile del servizio, oltre a rassicurare i genitori, spiega loro come muoversi: non c’è bisogno di chiudere il blog, i ragazzini devono però sapere che non devono dare informazioni sulla propria identità, sull’indirizzo o sulle proprie abitudini. È una linea anonima e gratuita, aperta a tutti, anche se essenzialmente si rivolge ai genitori, irrimediabilmente più ignoranti dei figli sul funzionamento delle nuove tecnologie.  Leggi tutto “Net écoute”

Prigionieri della nuvola?

Benvenuti nell’era del cloud computing, che permette ai nostri portatili, smartphone e tablet di connettersi alla “nuvola” in qualsiasi momento per godere di una vasta gamma di servizi e applicazioni in remoto. Così comincia un articolo di Marie Lechner, giornalista di “Libération”, sui pericoli della nuvola Leggi tutto “Prigionieri della nuvola?”

La rivoluzione digitale del FT

Il “Financial Times” festeggia il suo 125esimo compleanno e si appresta a fare la sua rivoluzione digitale. I cambiamenti prevedono 35 esuberi e 10 nuovi posti “digitali”. Al netto 25 giornalisti in meno sui 600 complessivi, di cui 100 all’estero. Leggi tutto “La rivoluzione digitale del FT”