Ilva di Taranto – Intervento di Francesco Ciafaloni

Una città n. 261 – novembre 2019

Faccio parte della generazione di ingegneri che hanno cominciato a lavorare, subito dopo la laurea, nelle grandi aziende, nei grandi impianti petroliferi e siderurgici avviati nei primi anni Sessanta: all’Anic di Gela e al siderurgico di Taranto, tra gli altri. Un mio vecchio amico, che ho risentito nei giorni scorsi, ha lavorato a Taranto tutta la vita. Oggi i giornali parlano della polvere rossa che si accumula alla base degli altoforni a Taranto e si riversa sul quartiere Tamburi.

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“Una bomba a orologeria” – di Massimo Tirelli

Avendo dovuto per mestiere seguire sin dal 1995 lavoratori esposti all’amianto, nel corso di un recente viaggio in Vietnam mi sono imbattuto in una situazione quantomeno inaccettabile. Il fenomeno degli effetti della massiccia presenza di lavorazioni comportanti l’uso diretto o indiretto di materiali in amianto (dall’Eternit alle coibentazioni ferroviarie, dall’edilizia alla chimica, ecc.) mostrerà, secondo dati ormai accettati nella comunità scientifica italiana, una curva in aumento  di malattie professionali correlate, come i tumori, sino al 2020, per poi decrescere in ragione della quasi totale cessazione dell’uso nazionale tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta. Anch’io nel 1990 di amianto avevo sentito parlare vagamente, ma dal 1992, anno di definitiva abolizione del suo uso (l. n. 257/92), ho avuto modo di occuparmene massicciamente (in via giudiziale per moltitudini di lavoratori metalmeccanici) e tutt’ora il problema pervade le aree di moltissimi siti produttivi. Oltre all’Eternit di Casale Monferrato, si pensi all’Ilva di Taranto, alla Fincantieri di Monfalcone e Genova e Napoli; ci sono moltissimi impianti e luoghi di lavoro che hanno sottoposto i lavoratori italiani a rischio di inalazione di anfiboli e polveri. Leggi tutto ““Una bomba a orologeria” – di Massimo Tirelli”

Corpi di reato

Negli anni 70 qui in Romagna, distretto frutticolo di importanza europea, grazie a metodi ovviamente intensivi comportanti un uso massiccio e sistematico di veleni, vennero fuori studi approfonditi e documentati sull’incidenza di tumori gastroenterici, più alta che nel resto del paese, innanzitutto fra i contadini e poi sulla popolazione in generale. Ci sono voluti trent’anni per uscire dalla cultura dei veleni. Oggi le cose vanno decisamente meglio. Peccato, però, aver perso tanto tempo. Leggi tutto “Corpi di reato”

Ricorsi

Un giudice fa chiudere il siderurgico più grande d’Europa, un altro fa fallire l’Argentina. Si ricorre su tutto. Se cadiamo sul marciapiede il primo riflesso ci spinge a guardare, non già se una gamba è rotta, ma cosa ci ha fatto cadere, di chi è la colpa, se si potrà ricorrere. In ospedale i medici hanno già tre assicurazioni a testa, ne vorrebbero una quarta, una quinta, ma le compagnie vorrebbero togliere loro quelle che hanno già. Se muore qualcuno deve essere per forza colpa di qualcun altro. Leggi tutto “Ricorsi”