Il rendimento dei chirurghi

Il servizio sanitario inglese (Nhs) ha pubblicato online i dati sulle performance di 5.000 chirurghi. Ora chiunque potrà informarsi sul sito MyNhs circa il tasso di decessi verificatisi nel corso delle operazioni del singolo specialista. Ne ha parlato il Guardian. Leggi tutto “Il rendimento dei chirurghi”

Meglio l’Est o l’Ovest?

Anche se la Merkel, all’ipotesi di un premier della Germania Est ha sentenziato che non avrebbe lasciato entrare Karl Marx in quell’ufficio, a 25 anni dalla caduta del Muro, spiega l’”Economist”, la Germania si sta rivelando un paese molto più dell’Est di quanto vorrebbe ammettere.

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Un recipiente, nulla più

Ogni anno, 4.000 irlandesi vanno in Inghilterra per abortire. Chi non può permetterselo è costretta a giocarsi le proprie chanche col sistema della nuova legislazione sull’aborto, approvata a fine luglio 2013: la “Legge per la protezione della vita durante la gravidanza”. Ne ha parlato il Guardian in un articolo e un editoriale, a partire da un recente caso di aborto negato: la storia di Kim. Leggi tutto “Un recipiente, nulla più”

Hai posta non letta

La posta elettronica avrebbe già stufato: secondo molti esperti di informatica si tratterebbe di un sistema di comunicazione fallace. Ne ha scritto Steven Pole sul Guardian.

Oggi, infatti, l’email è considerata uno dei principali colpevoli del sovraccarico di informazioni che pende sugli utenti del web. Secondo Shiva Ayyadurai, che nei tardi anni Settanta è stato uno dei primi sviluppatori di un sistema di comunicazione di posta elettronica di massa, “L’email ha trasformato tutti noi nelle segretarie di noi stessi”. Leggi tutto “Hai posta non letta”

Le prefiche di twitter

Sul Guardian del 17 marzo, John Harris ha parlato del dilagare dell’ipocrisia funebre nell’epoca di twitter. Lo spunto proviene dalle recenti scomparse di due personalità della sinistra britannica, una politica (Tony Benn, il 14 marzo) e l’altra sindacale (Bob Crow, l’11): Harris si dice sbalordito dalla mole di messaggi di cordoglio fatti circolare via Twitter da celebrità di ogni genere, anche da coloro che dei defunti erano avversari politici. Fino a farne il famoso “santino”. Leggi tutto “Le prefiche di twitter”

Orwell in Siria

Sul Guardian del 10 febbraio, George Monbiot ricorda la figura dello scrittore britannico della “Fattoria degli animali” che nel dicembre del ’36 partì volontario per combattere nella guerra civile spagnola al fianco dei tanti che all’epoca si arruolarono nelle Brigate Internazionali.

Se lo facesse oggi per andare magari in Siria, al suo ritorno in patria verrebbe accusato di terrorismo internazionale. È quello che è successo a 16 cittadini britannici, arrestati al rientro dalla Siria dove erano andati a combattere dalla parte dei ribelli. Leggi tutto “Orwell in Siria”

I danni del porno/2

Sul Guardian del 30 gennaio è proseguita la discussione iniziata da Rhiannon Lucy Cosslett (vedi post del 29 gennaio), secondo cui l’abuso del porno sul web starebbe generando giovani uomini sempre più “assetati” di performance estreme -e donne costrette a soddisfarli. Secondo Ally Fogg, la questione meriterebbe uno sguardo più equilibrato: mancano prove conclusive di un incremento delle esigenze sessuali “violente” tra gli adolescenti, anzi. Leggi tutto “I danni del porno/2”

La grande indifferenza

Sul Guardian del 14 gennaio Lizzy Davies ha raccontato la storia di Abubakar Mukhtar, somalo, in Italia dal 2008. Otto mesi di viaggio attraverso il Sudan e la Libia, l’arrivo a Lampedusa, le disinfezioni che ora conosciamo tutti, le notti senza materasso. Non voleva assolutamente restare in Italia, ma per non vivere da clandestino, fu costretto a fare richiesta qui. La beffa: ricevere l’agognata protezione sussidiaria solo per scoprire che significa potersene andare dal centro per richiedenti asilo e nulla più. Hai i documenti, ma non un euro in tasca, così mangi alla Caritas e dormi in spazi occupati. Unica consolazione: “Sempre meglio che in Somalia”.  Leggi tutto “La grande indifferenza”

La classifica

Il Pisa, “Programme for International Student Assessment” è un programma internazionale di valutazione degli studenti quindicenni, un’indagine svolta nei Paesi Ocse (più altri che aderiscono volontariamente, per un totale di 65 nazioni) nata nel 2000. Lo scorso 2 dicembre ha diffuso i dati scaturiti dalla rilevazione dello scorso 2012, che ha coinvolto 500.000 studenti in tutto il mondo.

La prima tentazione? Comparare Paese con Paese, Finlandia con Messico, Italia con Corea, Giappone con Estonia… Errore gravissimo, scrive Pasi Sahlberg sul blog del Guardian l’8 dicembre 2013. Leggi tutto “La classifica”