Non lo avrei mai creduto – intervento di Francesco Ciafaloni

Una città n. 255, febbraio 2019

“Ah infelicità. Sono io quello / spelacchiato culone di storte lenti / … / e anche gonfio e senza garbo seriosamente. / … in sandali ventruto. / Non lo avrei mai creduto.”

(Franco Fortini, L’ospite ingrato)

Quelli di Fortini sono versi ironici, scritti guardando una propria foto. Non credo fosse preoccupato o stupito davvero per il deteriorarsi del suo aspetto. Ma se noi italiani ci guardassimo in una foto collettiva, se guardassimo dall’esterno ciò che facciamo e non facciamo, che fanno e non fanno quelli di cui si parla, ciò che accade, dovremmo essere non solo stupiti ma inorriditi. Non si tratta solo di ciò che fa o non fa il Governo, che fanno o non fanno i politici vecchi e nuovi, ma di una sorta di senso comune che sembra prevalere anche oltre l’area che vota Lega. 

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Il populismo non è fascismo, ma…

Marine Le Pen è fascista? Un tribunale francese ha sentenziato che i suoi oppositori hanno il diritto di definirla così. E Norbert Hofer, il leader del Partito della libertà austriaca? E Donald Trump?

Sheri Berman, nel suo intervento sull’ultimo numero del “Foreign Affairs”, interamente dedicato al populismo, solleva qualche dubbio. Leggi tutto “Il populismo non è fascismo, ma…”

Un appello dalla Spagna

La Repubblica italiana è nata dall’antifascismo!
Siamo cittadine e cittadini italiani che vivono in Spagna, o che dall’Italia seguono con interesse i temi della memoria storica. Lanciamo un appello a tutta la cittadinanza affinché richieda che le SS.VV. smentiscano pubblicamente quanto dichiarato in data 26 ottobre c.m. sulla pagina web della Falange Española e sul sito della Fundación Francisco Franco, dove si esplicita il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Madrid all’omaggio ai caduti italiani nella guerra civile celebratosi ieri, 2 novembre, presso la chiesa di San Antonio da Padova di Saragozza. Leggi tutto “Un appello dalla Spagna”

Perché Escher lasciò per sempre l’Italia

Il legame fra Escher e l’Italia rimase praticamente ininterrotto per quattordici anni. In Italia, l’artista trovò l’amore, si sposò con Jetta Umiker, ed ebbe i primi due figli, George ed Arthur. In Italia, si sentiva bene, era affascinato dal sole, dal mare, dai paesaggi montuosi, dai paesini arroccati sulle colline e tutto, per lui, costituiva continua fonte d’ispirazione. Per questo, la girò in lungo e in largo, soprattutto al sud, fino alla punta della Calabria e in Sicilia, ma anche in Abruzzo, in Toscana, a Venezia per visitare la Biennale. Si spostava con i mezzi pubblici, treni ed autobus, ma anche a dorso di mulo e, molto spesso, a piedi. L’Italia presentò al giovane Escher pure le prime opportunità professionali e divenne una sorta di seconda patria. Imparò l’italiano studiandolo seriamente e iscrisse i figli alle scuole italiane. Fu proprio questo, però, il motivo della sua partenza perché un giorno se li vide rientrare a casa con la divisa del “Piccolo Balilla”. Leggi tutto “Perché Escher lasciò per sempre l’Italia”