Extinction Rebellion – lettera di Belona Greenwood

Una Città 260 – ottobre 2019

Cari amici,
nel verdeggiante villaggio di Brundall, nelle campagne di Norfolk, è stato messo in vendita un edificio piuttosto insolito. La sua posizione costituisce una forte attrattiva alla vendita, per non parlare del fatto che non ha alcuna finestra, altra caratteristica che contribuisce alla sua originalità. Per accedervi è necessario scendere una scala di metallo in un pozzo di cemento profondo cinque metri. Questa sorta di scrigno di cui vi parlo è uno dei trentacinque bunker antiatomici dell’area, ma ovviamente ha ben più valore del comune rifugio da giardino: era infatti stato designato come “stazione principale” ed equipaggiato con strumenti per la comunicazione radio. È pure schermato contro gli impulsi elettromagnetici delle esplosioni nucleari; avrebbe dovuto ospitare i membri della United Kingdom Warning and Monitoring Organisation (l’ente civile ora disciolto il cui compito era comunicare alle autorità dati su un’eventuale esplosione nucleare).

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L’elefante nella stanza – lettera di Belona Greenwoodle

Una Città 257 / maggio 2019

Cari amici,
c’è un grande murale in questa città, è un rettangolo interamente riempito con un elefante. È intitolato “elefante” e “stanza”. Adoro questi graffiti che compaiono sui marciapiedi e sui muri quasi come segni massonici. È uno spazio di verità ma anche una manifestazione di frustrazione. Il logo Extinction Rebellion appare ormai dappertutto, semplice e agghiacciante. A Londra, Banksy ha creato un nuovo murale che sostiene l’attivismo ambientale. La verità e l’umorismo sui muri non sono nuovi, gli antichi romani e greci erano soliti scrivere poesie di protesta sugli edifici. La protesta veniva scavata nelle mura del castello.

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