Covid-19: primi segnali di guerre giudiziarie – di Massimo Tirelli

da Una città n. 267, giugno 2020

Il virus Covid-19 ha messo sicuramente a dura prova una marea di persone che hanno contratto il virus, che si sono ammalate o che, ancora peggio, ne hanno subito danni irreversibili (se non addirittura decedute, e in questo caso le piangono i superstiti). Ora, con una situazione sanitaria relativamente più stabile (non quella sociale, pregna di contraddizioni e differenze), sta montando un altro problema, quello relativo a quei casi in cui, a seguito del riconoscimento dell’evento di contagio quale infortunio sul lavoro tutelato dall’Inail, qualcuno si sta ponendo il problema se sia possibile valutare una responsabilità a carico del datore di lavoro, e ciò anche a prescindere da un accertamento in sede penale: rammentiamo infatti che la possibilità di agire in sede civilistica per il risarcimento del danno esula da un avvenuto e certo accertamento in sede penale laddove il fatto-reato sia comunque obiettivamente valutabile davanti al giudice (del lavoro, per i danni diretti, e civile per i danni indiretti o degli eredi in proprio -iure proprio).

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