Sul cartello la parola “coscienza” – lettere di Ilaria Maria Sala

Cari amici,
oggi, mentre vi scrivo, è il 2 luglio: un giorno e qualche ora da quando Pechino ha imposto a Hong Kong la nuova Legge sulla Sicurezza nazionale, che è la legge più scioccante degli ultimi tempi. Non solo per la Cina: non riesco a pensare a un altro Paese al mondo che si possa dotare di un testo così giuridicamente assurdo e violento.

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La nuova grande muraglia – Lettera di Ilaria Maria Sala

Una Città253 / 2018 novembre

Cari amici, 

non so quanto seguiate le relazioni estere della Cina. In queste settimane di fine 2018, Pechino sta portando avanti una battaglia rabbiosa con il Canada, colpevole di aver rispettato un trattato di estradizione con gli Usa, e aver arrestato la direttrice finanziaria della Huawei. Si tratta dell’azienda di telefonia mobile che molti (tranne l’Italia, non so davvero perché) temono per i suoi stretti legami con il governo cinese e l’esercito, e per il fatto che, dovunque operi, sottostà alle leggi cinesi che prevedono che debba fornire informazioni sui suoi utenti se il governo cinese decide che sia necessario.

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Dna cinese

La Cina ha iniziato a schedare geneticamente milioni di suoi cittadini incensurati; tra questi: attivisti, dissidenti, migranti e minoranze. Human Rights Watch ha denunciato una prassi ingiustificata oltre che priva di qualsiasi trasparenza in merito a modalità di raccolta e uso dei dati. L’operazione ha preso l’avvio nello Xinjiang, proprio dove vivono gli Uiguri, minoranza musulmana da tempo nel mirino del regime. Ai diciassette milioni di abitanti di questa regione il dna è stato prelevato nel corso di un “controllo medico” Leggi tutto “Dna cinese”

Cinesi in Africa

Il “New York Times” ha pubblicato un lungo reportage sui cinesi in Namibia, un paese che conta 2,5 milioni di abitanti (un decimo della popolazione di Pechino), in particolare sul progetto in corso nella baia di Walvis dove i cinesi stanno costruendo una penisola artificiale dell’estensione di quaranta campi di baseball per potenziare il porto. Leggi tutto “Cinesi in Africa”

Lavoro addio?

E’ di questi giorni la notizia che Foxconn intende investire cinquanta miliardi di dollari negli Stati Uniti. La multinazionale taiwanese Foxconn, che fornisce componenti elettrici ed elettronici per Apple, Dell, HP, Microsoft, Motorola, Nintendo, Nokia, Sony, BlackBerry, ecc., impiega circa un milione di lavoratori in Cina ed era diventata famosa nel 2010 per un’ondata di suicidi. I dirigenti all’epoca erano corsi ai ripari facendo installare reti anti-suicidio negli stabilimenti e assumendo psicologi e monaci Leggi tutto “Lavoro addio?”

Uomo morde cane

La carne di cane è tradizionalmente apprezzata in Cina per il suo sapore intenso e per alcuni presunti benefici medici. Da tempo però sono in aumento gli amanti di cani e gatti e questa pratica di mangiare quelli che nell’immaginario sono animali domestici, se non parte della famiglia, è sempre più indigesta. Leggi tutto “Uomo morde cane”

I rifugiati e l’Isis

Gli strateghi ci insegnano che non bisogna combattere la guerra che i nostri nemici vogliono che noi combattiamo. E la paura è sempre un pessimo consigliere. Così comincia un lungo e appassionato intervento di Michael Ignatieff apparso sulla “New York Review of Books” per dire che è tempo che gli Stati Uniti ricordino cos’hanno fatto nel 57, quando hanno accolto gli ungheresi, o dopo il 75, quando hanno messo in salvo 130.000 vietnamiti e ancora il 1999, quando in un solo mese hanno aperto le porte a 4000 kosovari Leggi tutto “I rifugiati e l’Isis”

numeri

Si sa che la Cina è ormai il maggior partner economico dei paesi africani. La Bbc però ora ci informa che al centro delle transazioni non ci sono solo strade, treni, miniere, ecc, ma anche articoli inattesi. Nel 2014 il piccolo Benin è risultato il maggior importatore di parrucche e barbe finte dalla Cina per un valore di circa 411 milioni di dollari. Il Sudafrica è invece il maggior importatore di mutande maschili Leggi tutto “numeri”