La mia Gran Bretagna…

Una Città263 / 2020 febbraio

Cari amici,
ecco, è fatta. Il 31 gennaio è stato una giorno difficile, grigio e senza conforto per quelli di noi che considerano una sciagura questa tortuosa uscita dall’Unione europea. Noi Remainer stiamo attraversando varie fasi di dolore per la vostra perdita.

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Silenzio – lettera di Belona Greenwood

Cari amici,
non mi era mai capitato di incontrare delle difficoltà nello scrivervi, ma ogni volta che mi ripropongo di raccontarvi qualcosa di diverso dalla Brexit (come la condizione delle donne costrette a lavorare sette anni in più, fino ai 67 anni, per poter avere la pensione statale, o il movimento ecologista Extinction Rebellion o l’ondata nostalgica di questi ultimi anni, culminata nel film tratto dalla serie “Downtown Abbey”, proprio mentre la vera Famiglia Reale spedisce i suoi giovani eredi a scuola, nell’imbarazzante deliquio -“che carini!”- dell’opinione pubblica), ecco, non ce la faccio.
Nemmeno le nuove edizioni di “Ballando sotto le stelle” o di “Love Island” riescono a togliere il saporaccio della Brexit dalla nostra vita pubblica. La Brexit si prende tutto lo spazio, spintona via tutti gli altri pensieri e fa piazza pulita di questioni di vitale importanza.

lettera dall’Inghilterra di Belona Greenwood

Catherine Bebbington

Cari amici,
non mi era mai capitato di incontrare delle difficoltà nello scrivervi, ma ogni volta che mi ripropongo di raccontarvi qualcosa di diverso dalla Brexit (come la condizione delle donne costrette a lavorare sette anni in più, fino ai 67 anni, per poter avere la pensione statale, o il movimento ecologista Extinction Rebellion o l’ondata nostalgica di questi ultimi anni, culminata nel film tratto dalla serie “Downtown Abbey”, proprio mentre la vera Famiglia Reale spedisce i suoi giovani eredi a scuola, nell’imbarazzante deliquio -“che carini!”- dell’opinione pubblica), ecco, non ce la faccio.
Nemmeno le nuove edizioni di “Ballando sotto le stelle” o di “Love Island” riescono a togliere il saporaccio della Brexit dalla nostra vita pubblica. La Brexit si prende tutto lo spazio, spintona via tutti gli altri pensieri e fa piazza pulita di questioni di vitale importanza.

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La liberazione mai avvenuta – Lettera di Belona Greenwood

Belona Greenwood, da Norwich, Inghilterra, ci parla di Eunuco Femmina, uscito ormai 45 anni fa, e della misoginia che non passa.

Ca­ri ami­ci,
ri­cor­do per­fet­ta­men­te il gior­no che pre­si in ma­no Eu­nu­co Fem­mi­na di Ger­mai­ne Greer. Ave­vo 17 an­ni ed ero al­l’ul­ti­mo bien­nio di un li­ceo clas­si­co fem­mi­ni­le; uno di quei po­sti con un’ar­chi­tet­tu­ra mol­to drit­ta e con­cre­ta, nel­la pie­tra co­me nel­le aspet­ta­ti­ve. Era­va­mo ra­gaz­ze le cui aspi­ra­zio­ni an­da­va­no ben ol­tre il ma­tri­mo­nio. Io ero più in­te­res­sa­ta a far­mi scar­roz­za­re in mo­to e pas­sa­re in­te­ri po­me­rig­gi ran­nic­chia­ta in un an­tro di mu­si­ca -un mix os­ses­si­vo di Bob Dy­lan e Da­vid Bo­wie- che a pre­oc­cu­par­mi del fu­tu­ro. La mu­si­ca ci da­va un sen­so di pro­te­zio­ne, iden­ti­tà e po­te­re; la vi­ta ave­va il sa­po­re del suc­ces­so e i no­stri al­be­ri era­no sem­pre­ver­di e i no­stri giar­di­ni sem­pre pie­ni di spe­ran­za. La mo­bi­li­tà so­cia­le era un ri­to di pas­sag­gio per i più bril­lan­ti. Leggi tutto “La liberazione mai avvenuta – Lettera di Belona Greenwood”