Carpentras

dal libro “Lo chopin partiva
edizioni Una città, 2007

Le risse fra ragazzi arabi ed ebrei al tempo dell’Algeria. Quelle scritte sui muri, ricorrenti. L’idea dei genitori che non cambierà mai: “o noi o loro”, e quei racconti che ti accompagnano per tutta la vita. Il trauma di Sabra e Chatila…

Intervista a Sulamit Schneider

Erano lotte feroci, battaglie, mi ricoprivo di lividi, ero la più arrabbiata, avevo le scarpe ortopediche e picchiavo… Ho sempre dei ricordi di lotte, di litigate a scuola, anche per via di quelle scarpe grazie alle quali vincevo spesso. L’ultima sberla credo di averla data a 18 anni. Nella mia classe la metà era francese e l’altra metà erano polacchi, arabi, due o tre spagnoli e due o tre ebrei e succedeva di tutto, non solo tra arabi ed ebrei durante la guerra d’Algeria, ma perché era normale l’insulto contro il colore, contro la religione. Dunque, la profanazione del cimitero ebraico di Carpentras…

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Feticismo della cospirazione, comunità e immaginario antisemita – di Stephen E. Bronner

Stephen Eric Bronner è professore del Board of Governors di Scienze Politiche presso la Rutgers University e Direttore di Relazioni Globali presso il Center for the Study of Genocide and Human Rights.

L’antisemitismo non muore mai, come ci hanno drammaticamente ricordato le sparatorie alla sinagoga della congregazione “Albero della vita” di Pittsburgh, in Pennsylvania, e alla Congregazione “Chabad” di Poway, vicino San Diego. Ma il ricordo di queste tragedie va già svanendo, ora che questi eventi si confondono con migliaia di altri episodi violenti. Raramente i colpevoli mostrano grandi segnali di pentimento. Questo perché i reazionari in generale, e gli antisemiti in particolare, ritengono di star difendendo la propria comunità dalle macchinazioni di una cabala avversa.

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Feticismo cospirativo e diritto di critica – di Stephen E. Bronner

Ciò che segue è una trascrizione di un discorso tenuto durante la Conferenza Internazionale su Antisemitismo e Diritti Umani a Mosca (1° novembre 2016).

Vorrei oggi presentarvi una posizione che si differenzia da quella di chi identifica la critica a Israele con l’antisemitismo. In teoria tutti sono pronti a fare questa distinzione. Nei fatti ogni qual volta viene criticata una politica di espansione delle colonie in Cisgiordania, la distinzione collassa. La buona fede delle persone che muovono tale critica risulta immediatamente degna di sospetto. I critici vengono subito additati come parte di una cospirazione contro Israele (e gli ebrei), da parte di un mondo antisemita che ha negli arabi la sua avanguardia.

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“Gli ebrei non possono usare il telefono”

“Gli ebrei sono banditi dai cori”, “gli ebrei non possono uscire dopo le otto di sera”, “gli ebrei possono acquistare il pane solo dalle quattro alle cinque del pomeriggio”, “gli ebrei non possono avere animali domestici” Leggi tutto ““Gli ebrei non possono usare il telefono””

Un’ostilità indiscriminata

Un’ostilità indiscriminata. Antisemitismo e antislamismo in Italia dopo l’11 settembre, è il titolo di una ricerca condotta da Alfredo Alietti e Angelo Padovan su un campione statisticamente rappresentativo degli italiani e conclusa lo scorso autunno.
Il titolo è anche una buona sintesi del risultato. Per completezza, per suggerire un punto di vista oltre che per dare a ciascuno il suo, si può aggiungere che il lavoro è stato promosso dall’Istituto Gramsci, dall’Istituto Salvemini e dal Centro Gobetti, che i tre Istituti hanno partecipato alla fase di impostazione della ricerca forse più di quanto non accada di solito, che i ricercatori fanno riferimento alla Anti-Defamation League, che almeno una parte dei risultati era decisamente inattesa. Insomma, è da escludere che gli autori abbiano trovato ciò che volevano trovare. Leggi tutto “Un’ostilità indiscriminata”