La condanna per aborto – lettera di Emanuele Maspoli

Una città n. 260, ottobre 2019

Cari amici,
ormai sono trent’anni che frequento il Marocco e in tanti mi chiedono da dove venga questa passione per il paese più occidentale del Nord Africa. La verità è che me lo chiedo ancora anch’io. Non è facile capire e far luce sui meccanismi della seduzione che sono scattati in me e che continuano ad avere un ruolo preponderante nella mia vita.

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Il figlio unico

Le agenzie di stampa cinesi hanno comunicato che la politica del figlio unico è stata definitivamente abbandonata: tutte le coppie potranno avere due figli. Era da mesi che si parlava della volontà di Pechino di abbandonare una politica di pianificazione familiare introdotta nel 1980 quando sorse il timore che ci fosse un’esplosione demografica. Si stima siano state così evitate 400 milioni di nascite, al prezzo però di milioni di aborti forzati.
Gli oppositori di queste misure denunciano da tempo una bomba a orologeria innescata da una popolazione di oltre un miliardo che sta invecchiando velocemente e una forza lavoro che si sta invece riducendo di numero.
Le Nazioni Unite stimano che nel 2050 la Cina avrà oltre 440 milioni di ultrasessantenni.
(theguardian.com)

Un recipiente, nulla più

Ogni anno, 4.000 irlandesi vanno in Inghilterra per abortire. Chi non può permetterselo è costretta a giocarsi le proprie chanche col sistema della nuova legislazione sull’aborto, approvata a fine luglio 2013: la “Legge per la protezione della vita durante la gravidanza”. Ne ha parlato il Guardian in un articolo e un editoriale, a partire da un recente caso di aborto negato: la storia di Kim. Leggi tutto “Un recipiente, nulla più”

obiezione di coscienza?

“Notti di guardia” è un blog collettivo di operatori della sanità. Pubblichiamo stralci della testimonianza di Blue Dolphin in un pomeriggio di guardia a ostetricia.
Da quando lavoro qui non mi era ancora capitato. Mi chiedono se sono obiettrice. Che strano, ogni volta che sento questa espressione: obiezione di coscienza, provo come un fastidio. Obiezione… bellissima parola. Coscienza… ancora più bella, vibrante, dignitosa. Come mai messe insieme non mi fanno più una bella impressione, allora? Come la nutella e la maionese! Sarà qualcosa di personale, senz’altro. Sarà, per esempio, che penso al mio collega della mattina che ha “obiettato”, così che una donna che era qui dalle sette, pronta e digiuna, sta ancora aspettando che qualcuno la chiami. Con i propri pensieri e le proprie paure. Quan­do rispondo: “Scusate ragazze, ma vi sembro un prete o un’anestesista?” Leggi tutto “obiezione di coscienza?”