La mia Gran Bretagna…

Una Città263 / 2020 febbraio

Cari amici,
ecco, è fatta. Il 31 gennaio è stato una giorno difficile, grigio e senza conforto per quelli di noi che considerano una sciagura questa tortuosa uscita dall’Unione europea. Noi Remainer stiamo attraversando varie fasi di dolore per la vostra perdita.

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Una rivolta dal futuro – lettera dal Cile di Patrizio Tonelli

Pubblicato su Una città n. 262, dicembre 2019 – gennaio 2020

Tutto cominciò il 18 ottobre, quando le “evasioni” della metropolitana portate avanti dagli studenti medi compivano una settimana dal loro inizio. I ragazzi protestavano contro l’aumento di trenta pesos del prezzo del biglietto della metro (circa quattro centesimi di euro) saltando le barriere e non pagando.

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L’estate di Hong Kong – di Ilaria Maria Sala

“Lennon Wall”, uno dei muri dei post-it, dove vengono affissi messaggi di incoraggiamento e sostegno per i manifestanti.

Cari amici,
dopo tre mesi e mezzo di manifestazioni pro-democrazia, che si concludono quasi sempre con scontri violenti con la polizia, e contro-manifestazioni pro-Partito comunista (alle quali la polizia a malapena si presenta), le fratture che dividono Hong Kong sono molteplici. Una mia amica cinese (ovvero, della Cina continentale) l’11 settembre mi ha mandato un messaggio via Whatsapp: “Ci saranno attacchi terroristici questa notte! I manifestanti più radicali vogliono incendiare i parchi naturali!”. Ho cercato di calmarla, chiedendole dove avesse letto la notizia, e se fosse una fonte affidabile. Le era arrivata via WeChat (sorta di whatsapp cinese, ma con più funzioni -tutte controllabili e censurabili dalla sicurezza cinese) ed era stata riportata dal quotidiano “China Daily”, giornale cinese di lingua inglese, sotto censura e controllo come tutta la stampa cinese.

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Per grazia del re – lettera di Emanuele Maspoli

Una città n. 261, novembre 2019

Cari amici,
a fine ottobre è stato presentato il rapporto annuale del Consiglio economico sociale e ambientale (Cese) del Marocco. Esso analizza anche la campagna di boicottaggio contro alcuni marchi simbolo del potere economico nel paese: la Danone e dunque l’intervento economico francese, le stazioni di servizio della compagnia petrolifera Afriquia del ministro dell’agricoltura Akhannouch e la più importante società di vendita dell’acqua in bottiglia, la famosa Sidi Ali di Oulmés, della ex ministro Meriem Bensalah.

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Nostalgia di Bournville – Lettera di Belona Greenwood

Una Città 261 / 2019

Cari amici,
è uno di quei tetri pomeriggi novembrini, in cui i nostri istinti di mammiferi ci ammaliano con la voglia di andare in letargo. Non ho nessuna voglia di lasciare casa per affrontare il vento gelido e la pioggia che in cortile sferza la mia siepe di ligustro incolta. Sono oberata di cose da fare e me ne sto imbacuccata nelle coperte. Qui ci si sente al sicuro. Le turbolenze degli ultimi mesi se ne stanno al di là della finestra. La mia casa come un riparo sull’orlo del baratro. Non c’è nulla intorno, se non le intemperie del clima politico. Da dentro la mia bolla posso galleggiare sopra il resto del mondo. Posso lasciare che questa stagione, scomoda e fastidiosa, mi tenga dentro casa e che bagni tutto, intorno a me, senza scalfirmi, e posso svegliarmi solo quando le elezioni politiche saranno passate. Come se…

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Extinction Rebellion – lettera di Belona Greenwood

Una Città 260 – ottobre 2019

Cari amici,
nel verdeggiante villaggio di Brundall, nelle campagne di Norfolk, è stato messo in vendita un edificio piuttosto insolito. La sua posizione costituisce una forte attrattiva alla vendita, per non parlare del fatto che non ha alcuna finestra, altra caratteristica che contribuisce alla sua originalità. Per accedervi è necessario scendere una scala di metallo in un pozzo di cemento profondo cinque metri. Questa sorta di scrigno di cui vi parlo è uno dei trentacinque bunker antiatomici dell’area, ma ovviamente ha ben più valore del comune rifugio da giardino: era infatti stato designato come “stazione principale” ed equipaggiato con strumenti per la comunicazione radio. È pure schermato contro gli impulsi elettromagnetici delle esplosioni nucleari; avrebbe dovuto ospitare i membri della United Kingdom Warning and Monitoring Organisation (l’ente civile ora disciolto il cui compito era comunicare alle autorità dati su un’eventuale esplosione nucleare).

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Silenzio – lettera di Belona Greenwood

Cari amici,
non mi era mai capitato di incontrare delle difficoltà nello scrivervi, ma ogni volta che mi ripropongo di raccontarvi qualcosa di diverso dalla Brexit (come la condizione delle donne costrette a lavorare sette anni in più, fino ai 67 anni, per poter avere la pensione statale, o il movimento ecologista Extinction Rebellion o l’ondata nostalgica di questi ultimi anni, culminata nel film tratto dalla serie “Downtown Abbey”, proprio mentre la vera Famiglia Reale spedisce i suoi giovani eredi a scuola, nell’imbarazzante deliquio -“che carini!”- dell’opinione pubblica), ecco, non ce la faccio.
Nemmeno le nuove edizioni di “Ballando sotto le stelle” o di “Love Island” riescono a togliere il saporaccio della Brexit dalla nostra vita pubblica. La Brexit si prende tutto lo spazio, spintona via tutti gli altri pensieri e fa piazza pulita di questioni di vitale importanza.

lettera dall’Inghilterra di Belona Greenwood

Catherine Bebbington

Cari amici,
non mi era mai capitato di incontrare delle difficoltà nello scrivervi, ma ogni volta che mi ripropongo di raccontarvi qualcosa di diverso dalla Brexit (come la condizione delle donne costrette a lavorare sette anni in più, fino ai 67 anni, per poter avere la pensione statale, o il movimento ecologista Extinction Rebellion o l’ondata nostalgica di questi ultimi anni, culminata nel film tratto dalla serie “Downtown Abbey”, proprio mentre la vera Famiglia Reale spedisce i suoi giovani eredi a scuola, nell’imbarazzante deliquio -“che carini!”- dell’opinione pubblica), ecco, non ce la faccio.
Nemmeno le nuove edizioni di “Ballando sotto le stelle” o di “Love Island” riescono a togliere il saporaccio della Brexit dalla nostra vita pubblica. La Brexit si prende tutto lo spazio, spintona via tutti gli altri pensieri e fa piazza pulita di questioni di vitale importanza.

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La condanna per aborto – lettera di Emanuele Maspoli

Una città n. 260, ottobre 2019

Cari amici,
ormai sono trent’anni che frequento il Marocco e in tanti mi chiedono da dove venga questa passione per il paese più occidentale del Nord Africa. La verità è che me lo chiedo ancora anch’io. Non è facile capire e far luce sui meccanismi della seduzione che sono scattati in me e che continuano ad avere un ruolo preponderante nella mia vita.

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La Moudawana del 2004 – lettera di Emanuele Maspoli

Una città n. 259, agosto-settembre 2019

Cari amici,
il 30 luglio 2019 è stato il ventesimo anniversario del regno di Mohamed VI in Marocco, salito al trono alla morte di Hassan II nel 1999. Dunque un anno di bilanci sulla monarchia. Sono stati vent’anni all’insegna di grandi cambiamenti, segnati almeno all’inizio da un grande sforzo riformatore. Un impegno che è sembrato affievolirsi negli ultimi anni, forse anche a causa del confronto con la nuova realtà politica e la conseguente forza numerica del partito islamista moderato Pjd, che mantiene un peso preponderante anche nell’orientamento dell’opinione pubblica.

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Hungry Holidays – lettera di Belona Greenwood

Una Città 258 / giugno-luglio 2019

Cari amici,
siamo all’inizio delle vacanze estive, anche se mentre vi scrivo il cielo è coperto, pieno di nuvole. Non si tratta più però della tipica stagione estiva britannica che patisce il poco sole, almeno non da quando è iniziata l’emergenza climatica; l’anno scorso ci siamo arrostiti sotto un’ondata di caldo anomalo e una siccità durata settimane. Ma quest’anno, e in questi ultimi giorni, questo clima deprimente rispecchia molto accuratamente lo stato emotivo di molte persone. Anche le vacanze estive sono annuvolate dalla problematica situazione politica in cui si trova l’intero paese.

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