Fortunatamente… Sfortunatamente – lettera di Belona Greenwood

Una Città 255 / febbraio 2019

Cari amici,

lo scorso agosto, mentre tutti vagavano pigramente durante un’accaldata giornata festiva, cento agenti di polizia hanno fatto irruzione nelle case di due giornalisti investigativi nell’Irlanda del Nord. I due uomini erano Trevor Birney e Barry McCaffrey, arrestati dopo aver lavorato a un documentario, “No Stone Unturned”, che rivelava nuove prove su un massacro del 1994 a Loughinisland, nella contea di Down, nell’Irlanda del Nord. 

Leggi tutto “Fortunatamente… Sfortunatamente – lettera di Belona Greenwood”

Gli Stati Uniti d’Europa – lettera di Belona Greenwood

Una Città 254 / dicembre 2018

Cari amici,

quando ero una bambina, nell’era pre-digitale, mio padre era solito mettere il disco di un musical intitolato “‘Stop The World I Want To Get Off!’ (Fermate il mondo, voglio scendere!), scritto e interpretato dall’attore e cantante di Londra, Anthony Newley.

La storia parla di un uomo che non apprezza ciò che ha fino a quando non lo perde. Troppo tardi si ritrova pieno di rimorsi. Non sarebbe fuori luogo adattarlo a questi tristi giorni della Brexit.

Leggi tutto “Gli Stati Uniti d’Europa – lettera di Belona Greenwood”

Lo spirito natalizio – lettera di Belona Greenwood

Una Città 253 / novembre 2018

Cari amici, 

Natale è un periodo di racconti e compromessi. I  compromessi di famiglia per decidere a casa di chi si trascorrerà il giorno di Natale sono già di per sé una sfida impegnativa, ma quest’anno la Brexit renderà più difficile mettere d’accordo i parenti. Nella stagione festiva, mentre le famiglie fanno sfoggio del loro benessere, appendendo palline e avvolgendo di ghirlande gli alberi di Natale, preparando lunghe liste di biglietti d’auguri da inviare, la divisione tra chi ha votato per rimanere e chi per lasciare l’Unione europea è più forte che mai. Una coppia che avrebbe mangiato volentieri il tradizionale tacchino con le salse assieme ai parenti, ora non ne vuole più sapere di stare seduta allo stesso tavolo con chi ha votato per l’uscita.

Leggi tutto “Lo spirito natalizio – lettera di Belona Greenwood”

“What next?” Lettera di Belona Greenwood

Lettera pubblicata nel n. 218 di Una città*.

Ca­ri ami­ci,
a gen­na­io, una mat­ti­na pre­sto, quan­do gli uc­cel­li era­no trop­po as­si­de­ra­ti per can­ta­re, so­no an­da­ta a un con­ve­gno aper­to agli ar­ti­sti, agli scrit­to­ri e ai de­vo­ti del­la cul­tu­ra; una riu­nio­ne che fa­ce­va par­te di “What Next?”, l’i­ni­zia­ti­va vo­lon­ta­ria na­zio­na­le crea­ta al­lo sco­po di pro­muo­ve­re i va­lo­ri fon­da­men­ta­li del­l’ar­te, nel ten­ta­ti­vo di fre­na­re la rea­zio­ne istin­ti­va, in tem­pi di cri­si, di far scen­de­re la man­na­ia dei ta­gli sul­la cul­tu­ra. In pas­sa­to è già ac­ca­du­to, e la man­na­ia è pron­ta a ca­la­re an­co­ra una vol­ta.

Leggi tutto ““What next?” Lettera di Belona Greenwood”

“Storia di persone” – lettera di Belona Greenwood

Quei due miliardi di lettere… Lettera di Belona Greenwood*
Quest’ultima estate sembra lo specchio dei giorni soleggiati di cento anni fa; le temperature erano forse meno elevate, ma queste interminabili giornate di bel tempo, che hanno cullato le persone nella quiete vacanziera, rendono l’idea di come doveva essere allora. Le memorie del tempo descrivono l’estate del 1914 come interminabile, un periodo di immobilità prima della catastrofica entrata nella guerra mondiale.

Leggi tutto ““Storia di persone” – lettera di Belona Greenwood”

“I countdown” – lettera di Belona Greenwood

Belona Greenwood*, da Norwich, Inghilterra, ci parla dell’abitudine degli inglesi a fare conti alla rovescia, e del referendum per l’indipendenza della Scozia…

Ca­ri ami­ci,
a noi piac­cio­no i count­do­wn. Non so se que­sto av­ven­ga an­che ne­gli al­tri pae­si, ma noi ab­bia­mo count­do­wn an­nua­li: un con­ti­nuo chiac­chie­ric­cio su quan­to an­co­ra man­ca al Na­ta­le o il con­to al­la ro­ve­scia sui Mon­dia­li du­ra­to fi­no a che la com­pe­ti­zio­ne non ha in­va­so i gre­mi­ti lo­ca­li not­tur­ni. Leggi tutto ““I countdown” – lettera di Belona Greenwood”

Le effigi di Guy Fawkes – lettera di Belona Greenwood

Da Una città n. 179 del novembre 2010, la lettera di Belona Greenwood dall’Inghilterra che parla della tradizione inglese di bruciare le effigi di Guy Fawkes. Il cospiratore cattolico è oggi noto ai più per un film degli anni Duemila, ispirato da una graphic novel degli anni Ottanta che narra le vicende di un suo emulo. Inizialmente adottata dal gruppo hacker Anonymous, la sua effige è oggi un’icona di ribellione.

Cari amici,
novembre è un mese che sa di rivoluzione. Una volta era tradizione che il 5 novembre le effigi di Guy Fawkes venissero bruciate su dei falò per tutto il paese. Guy Fawkes faceva parte di una cospirazione cattolica che nel 1605 si propose di far saltare in aria il palazzo del Parlamento. Fece una fine terribile. Venne impiccato, sbudellato e squartato, dopo orrende torture, e venne demonizzato per secoli.
Quando ero bambina, portavamo in giro su un piccolo carretto un manichino sommariamente imbottito di carta di giornali, e chiedevamo ai passanti o ai vicini un penny per il fantoccio. Usavamo il denaro raccolto per comprare fuochi d’artificio a scintille e illuminavamo la notte di stelle di polvere pirica d’argento e il “fantoccio” veniva gettato sul falò a bruciare. Leggi tutto “Le effigi di Guy Fawkes – lettera di Belona Greenwood”

La liberazione mai avvenuta – Lettera di Belona Greenwood

Belona Greenwood, da Norwich, Inghilterra, ci parla di Eunuco Femmina, uscito ormai 45 anni fa, e della misoginia che non passa.

Ca­ri ami­ci,
ri­cor­do per­fet­ta­men­te il gior­no che pre­si in ma­no Eu­nu­co Fem­mi­na di Ger­mai­ne Greer. Ave­vo 17 an­ni ed ero al­l’ul­ti­mo bien­nio di un li­ceo clas­si­co fem­mi­ni­le; uno di quei po­sti con un’ar­chi­tet­tu­ra mol­to drit­ta e con­cre­ta, nel­la pie­tra co­me nel­le aspet­ta­ti­ve. Era­va­mo ra­gaz­ze le cui aspi­ra­zio­ni an­da­va­no ben ol­tre il ma­tri­mo­nio. Io ero più in­te­res­sa­ta a far­mi scar­roz­za­re in mo­to e pas­sa­re in­te­ri po­me­rig­gi ran­nic­chia­ta in un an­tro di mu­si­ca -un mix os­ses­si­vo di Bob Dy­lan e Da­vid Bo­wie- che a pre­oc­cu­par­mi del fu­tu­ro. La mu­si­ca ci da­va un sen­so di pro­te­zio­ne, iden­ti­tà e po­te­re; la vi­ta ave­va il sa­po­re del suc­ces­so e i no­stri al­be­ri era­no sem­pre­ver­di e i no­stri giar­di­ni sem­pre pie­ni di spe­ran­za. La mo­bi­li­tà so­cia­le era un ri­to di pas­sag­gio per i più bril­lan­ti. Leggi tutto “La liberazione mai avvenuta – Lettera di Belona Greenwood”

Lo spettro del freddo – lettera di Belona Greenwood

Cari amici,
ascolto con ansia crescente i suoni prodotti dalla caldaia di casa mia. Sta diventando davvero rumorosa: va su di giri con una tosse sibilante e poi sferraglia con uno scoppio d’asma per scaldare acqua e radiatori. È la stagione del freddo. Le previsioni hanno iniziato a parlare del gelo, e noi sappiamo che da ora in avanti scivoleremo nell’inverno e che sarebbe un disastro se le caldaie decidessero di averne avuto abbastanza. Il problema della mia è il «kettling»: un accumulo di calcare nel profondo del suo ventre pieno d’acqua calda. È vecchia e, come gran parte del sistema energetico nazionale, sta esalando gli ultimi respiri: ha urgente bisogno di riparazioni. Purtroppo una caldaia nuova costa cara, proprio come il rinnovo delle nostre infrastrutture energetiche; rinnovo che, insieme ai rincari dell’energia elettrica, è una questione politica scottante. Leggi tutto “Lo spettro del freddo – lettera di Belona Greenwood”

La Biblioteca Vivente – lettera di Belona Greenwood

Cari amici,
immaginate un mondo in cui i libri camminino e parlino ciascuno a modo suo e con una voce propria, e immaginate di potervi accomodare e conversare con uno di loro, domandandogli qualsiasi cosa vogliate sapere sul suo conto. Non stiamo parlando di libri magici illustrati per bambini, e non abbiamo oltrepassato i confini tra le dimensioni finendo in una terra di stregonerie. Questi libri parlanti sono i Libri Umani che fanno parte della Biblioteca Vivente.

Tale biblioteca ospita una gran varietà di titoli accomunati dallo sprezzo per il pregiudizio, le etichette e gli stereotipi; libri che riflettono le differenze fra le persone nelle nostre comunità. I Libri Umani potrebbero far parte della comunità gay o lesbo, potrebbero essere rifugiati o profughi, oppure soldati affetti da disturbi post-traumatici da stress. Sebbene ogni Libro Umano abbia una storia da raccontare, non è di sedute di narrazione che stiamo parlando. Leggi tutto “La Biblioteca Vivente – lettera di Belona Greenwood”