Su un’intervista a Kleiman e su Khalida in Tv

A pagina quattordici ospitiamo uno scritto, di alcuni esponenti dell’associazione Ebrei contro l’occupazione, di critica molto aspra all’intervista, apparsa nel numero scorso, a Ephraim Kleiman sulle conseguenze economiche e sociali dell’occupazione israeliana dei Territori. Facciamo solo due o tre osservazioni; Kleiman, se lo riterrà opportuno, dirà la sua.
Riguardo al titolo: ovviamente è nostro e sarà pure infelice. Riguardo al modo di far l’intervista: è vero, noi non incalziamo mai l’intervistato; anni fa un’amica del Manifesto, riferendosi a un’intervista assai provocatoria, disse che si vedeva benissimo dalle domande che l’intervistatore era rimasto sdraiato durante tutta l’intervista. Può essere vero che ci “sdraiamo”. Leggi tutto “Su un’intervista a Kleiman e su Khalida in Tv”

Radio Maryia

Radio Maryia, emittente radiofonica, insieme al canale televisivo “Trwam” e al quotidiano “Nasz Dziennik” (Nostro giornale), rappresenta il fiore all’occhiello di un movimento, chiamato “Famiglia Radio Maryia”, che è stato capace di radunare per il suo annuale incontro la bellezza di 200 mila pellegrini. Un piccolo grande impero mediatico che sta causando però parecchie grane all’episcopato polacco. Una vicenda che travalica ormai i confini di stato e che ha trovato spazio anche su uno dei più autorevoli quotidiani di lingua tedesca, il Frankfurter Allgemeine Zeitung. In una corrispondenza da Varsavia, firmata da Konrad Schuller, viene ricostruita la vicenda dell’emittente “incriminata” e i suoi legami con l’attuale presidente Kaczynski, esponente principale di un partito, Diritto e Giustizia, che si è presentato al paese come lo specchio fedele del cattolicesimo polacco. In verità, Radio Maryia non ha mai goduto di ottima reputazione. Per anni, infatti, i programmi delle emittenti di Tadeusz Rydzyk si sono caratterizzati in chiave fondamentalista, nazionalista e anticomunista. Non solo: la linea editoriale è stata a lungo dichiaratamente anti-europeista, eccedendo assai spesso in posizioni antisemite e illiberali. A lungo le onde radio hanno veicolato il messaggio che la costruzione dell’Europa unita costituiva una cospirazione massonica con la quale tedeschi ed ebrei avrebbero preso il potere, e più volte la storia della seconda guerra mondiale è stata “rivisitata”.
Lo stesso editore, padre Rydzyk, più volte ed in prima persona avrebbe sostenuto che il pogrom anti-ebraico di Jedwabne, perpetrato da tedeschi e polacchi, era stato una “tragi-commedia”, costata allo Stato polacco ben 100 milioni di dollari. (www.korazym.org)
Domanda: perché nessuno ne parla di quelli che vedono ovunque montare una nuova marea di antisemitismo? Eppure qui le “referenze” sono ottime…

Allora? Chi ha vinto?

Allora? Chi ha vinto? Beh, nelle istituzioni ha vinto la sinistra, nella società Berlusconi. Alla sinistra i pensionati e il pubblico impiego, più Emilia e Toscana, a Berlusconi il resto. Da qui un senso di scoramento profondo… Altro che gridare vittoria. Se abbiamo almeno smesso di credere nella “manipolazione delle coscienze”, idea antropologica non proprio consona per gente di sinistra, possiamo metterci lì a riflettere, a domandare e a domandarci perché in tanti hanno votato per lui? E cosa c’è che non va nella sinistra? Noi un’ipotesi l’abbiamo fatta già dieci anni fa… La forza di Berlusconi sta nel suo messaggio anti-statalista e il suo anticomunismo, sia storico che politico, trova la sua ragion d’essere nello statalismo tuttora imperante, culturalmente e politicamente, nella sinistra. Leggi tutto “Allora? Chi ha vinto?”

Abbiamo qualche speranza?

In televisione il capo della mafia siciliana. Viveva come un pastore d’altri tempi. “Per essere in sintonia con chi sta in carcere”, dice il procuratore. Subito dopo, per caso, un servizio sull’ex-governatore a vita della Banca d’Italia. Dopo aver fatto combutta con un amico, aver accettato i suoi regali lussuosi, ora, per discolparsi, lo accusa di fronte ai magistrati… Abbiamo qualche speranza di vincere la lotta alla mafia?