Quel “ma”

Forse l’equivoco di quel “ma” è stato nefasto. Premesso che “ma” è una parola fondamentale della vita umana e della sua complessità, della ricerca della verità e quindi dell’onestà e libertà intellettuale degli uomini, una parola quindi decisiva della democrazia, e premesso però anche che è una parola delicata, che a parole come “razzismo” e “antisemitismo” o a nomi come Auschwitz o Kolima o Srebreniza non può mai essere associata, e se anche, a volte, potrà seguire la parola “omicidio”, non potrà mai farlo con la parola “stupro”; premesso tutto questo, si può ben dire che avere accostato quasi da subito a “immigrazione” la parola “razzismo” non poteva che portare all’uso del “ma”.

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Ultimi e penultimi

Degli amici di Santa Sofia, un paese dell’Appennino romagnolo dove una grande “industria del pollo” dà lavoro soprattutto a immigrati, assicurano che molti di loro voteranno o tiferanno Lega. I penultimi non vedono di buon occhio gli ultimi. Le “larghe vedute” sono sempre più una specie di lusso per chi è avanti nella fila.

Risposte e commenti

da Tonino Gardini:

Ma vi è di più Gianni…
La perdita della identità della propria comunità nella quale si è vissuta l’intera esistenza sta alla base dello sconcerto individuale profondo che non accetta spiegazioni di principio ma risente unicamente della rabbia interiore per un mondo perduto che non tornerà più.

Gregoretti e Katër i Radës

Lasciamo perdere l’autolesionismo che, comunque, non sempre è un buon argomento e mettiamo pure da parte le argomentazioni giuridiche, in questo caso ben poco interessanti, ma il fatto che buona parte della sinistra non finisca mai di essere “doppia”, nei pesi e nelle misure, di questo, sì, bisognerebbe parlare.

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La sproporzione

Quel che impressiona di più è la sproporzione. Finora la praticava Israele e con qualche giustificazione, vista la sproporzione della minaccia. Ma se ad adottare la modalità della sproporzione è la più grande potenza mondiale che non corre alcun pericolo mortale, siamo di fronte a una svolta forse tragica.

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Su un articolo di Ferrara su Trump

Sul “Foglio”, in un bell’articolo, Giuliano Ferrara è feroce contro Trump, definito un vero “gangster” che dovrebbe stare in galera piuttosto che alla Casa Bianca. Sottoscrivibile, certo. E però, poi, Ferrara non riesce a non irridere gli intellettuali americani che irridevano Berlusconi: “Un uomo perseguitato dalla malagiustizia e dal suo uso politico, un tipetto certo disinvolto ma osservante delle regole di fondo cento volte più di Trump”.

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tradimenti

Mentre licenziamo il numero 260, la Turchia sta invadendo il nord curdo della Siria grazie al tradimento degli Stati Uniti. Nella vita quotidiana se tradisci un amico che ha rischiato la vita per aiutarti, il disonore ti accompagnerà per sempre. L’idea che in politica sia diverso, che in politica tutto sia permesso, è penosa e banale. Le conseguenze saranno disastrose: nessuno più si fiderà della parola degli Stati Uniti che torneranno a essere odiati da tutto il mondo. è lontano il tempo dell’intervento a difesa dei kossovari, quando anche i grandi paesi dell’Europa si distinsero con coraggio. Nel mondo ormai scorrazzano indisturbati neodittatori arroganti, che annettono, aggrediscono, terrorizzano civili, uccidono e incarcerano giornalisti, ma di questo noi europei non abbiamo tempo di preoccuparci, c’è in ballo ben altro: il dazio sul formaggio e sullo champagne. L’Europa sembra finita prima di cominciare. Va così.

dal flickr di kurdishstruggle