di Luigi Fabbri, 1906

Il dolore affratella, e fra malati ci si affeziona presto -d’un affetto superficiale, ma che basta a render cordiali i rapporti. La vita vi è considerata sotto un aspetto speciale, forse nel suo vero aspetto. Per esempio, io ho visto morire nella corsia in cui mi trovavo due uomini, ambedue afflitti da malattie incurabili e dolorosissime; la loro morte quasi fu un sollievo per i presenti: “Poveretto, ha finito di penare!”, si diceva.

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