Gregoretti e Katër i Radës

Lasciamo perdere l’autolesionismo che, comunque, non sempre è un buon argomento e mettiamo pure da parte le argomentazioni giuridiche, in questo caso ben poco interessanti, ma il fatto che buona parte della sinistra non finisca mai di essere “doppia”, nei pesi e nelle misure, di questo, sì, bisognerebbe parlare.

Se per aver tenuto ferma per qualche giorno nel porto di Augusta una nave della Guardia costiera con a bordo 130 migranti autorizziamo il procedimento giudiziario contro Salvini per sequestro di persona, e in cuor nostro desideriamo ardentemente che sia condannato e finisca in galera, cosa avremmo dovuto fare, e desiderare, per il venerato Prodi, che nel 1997, da primo ministro, autorizzò un pattugliamento delle coste albanesi, che, a detta di tutti, non era che un blocco navale mascherato e che ebbe come conseguenza lo speronamento da parte di una nostra nave militare di un battello carico di migranti albanesi? Il battello affondò e di migranti ne morirono 108. Se tanto ci dà tanto, Prodi, anche solo per responsabilità oggettiva, sarebbe dovuto tornare a essere un uomo libero solo da qualche anno.

Risposte

Da Giorgio Calderoni:

Io sono invece più d’accordo con la “Piccola posta” di Adriano Sofri Sul FOGLIO di ieri 18 gennaio, di cui riporto i primi 2/3:
“La sinistra. Per pessima che sia, non può mai diventare la spiegazione sufficiente all’avvento della peggior destra, salvo che si ritenga che la peggior destra non possa esistere autonomamente e sia solo la reazione, il contraccolpo degli errori e delle colpe della sinistra. C’è in questa idea una combinazione di megalomania e masochismo. Nemmeno nel primo Dopoguerra gli errori della sinistra, enormi e tragici, furono la causa dell’avvento del fascismo.”

Da Giuliana Gemelli:

L’onesta dell informazione e della memoria storica e imprescindibile.

Da Beppe Cirillo:

Rassegnati in Italia la verità storica depurata da contaminazioni tarda sempre a venire. Se poi viene …

Replica del direttore

Risposta all’amico Giorgio.
Caro Giorgio,
non so perché rispondi alla mia con quell’“invece”, come se la citazione di Sofri in qualche modo contraddicesse quello che avevo scritto. Mi sembra che c’entri poco. Io parlavo dei “due pesi e due misure” sistematicamente adottati dalla sinistra. (Intendiamoci: anche dalla destra, certo, ma a me fa più specie la sinistra, intanto perché è la mia parte, ma poi perché si appella molto spesso ai valori, ai principi, ecc. ecc.).

Che la destra esista e possa vincere a prescindere dagli errori della sinistra chi mai potrebbe negarlo? Cosa c’entra con questo quel che dice Sofri, che la destra esiste, e può vincere, a prescindere dagli errori della sinistra? Ma poi: chi può pensare il contrario? Semmai dovremmo esagerare all’inverso: la destra, liberale o illiberale che sia, ha dimostrato di essere ben fondata nel passato e nel presente, mentre la sinistra, che vuol cambiare il mondo, ha spesso dovuto ricredersi sui fondamenti su cui basava il suo ottimismo. Se la destra l’acqua della sfortuna e dell’ingiustizia la guarda andare al mare, limitandosi a lavorarci attorno, la sinistra vorrebbe riportarla in montagna. è ben diverso. Data una tale premessa sarebbe ridicolo pensare che la sinistra perda solo se fa errori.

Detto questo però, fra destra e sinistra c’è una lotta, una contesa e come possiamo escludere che si possano commettere errori “enormi e tragici”, che possano anche condizionare, e pure decidere, l’esito dello scontro contingente? “Enormi e tragici”, come li chiama Sofri, sono due parole estreme. Cosa c’è di più forte?
Allora: Livorno fu un errore enorme e tragico? Certamente. Favorì l’ascesa del fascismo? Certamente. Fu decisivo in questo? Forse no.
Dire che analizzare i propri errori è fondamentale per non commetterli più imbarazza anche, visto che ce lo insegnano alle elementari. Si può esagerare per megalomania e masochismo? Può darsi, ma anche se fosse, sarebbero comunque preferibili al fatalismo e allo storicismo che, a suo tempo, hanno fatto dire a tanti di noi che “non si poteva non essere comunisti”. No, si poteva eccome!
Ma per fare esempi di “errori” più vicini a noi, e meno epocali: pensare che in una situazione di grande complessità come l’odierna, la risposta dovesse essere un forte accentramento dei poteri (realizzato attraverso una riforma costituzionale e una nuova legge elettorale iper-maggioritaria, il tutto, per di più, portato avanti grazie a un premio di maggioranza esorbitante e “incostituzionale”) forse è stato un “enorme” e potenzialmente “tragico” errore, perché ha creato un precedente, anche di spregiudicatezza e autoritarismo, che potrà aprire la strada a una riforma analoga, e forse a una repubblica presidenziale, gestite, questa volta, da una destra dominata da sovranisti ed ex-fascisti; oppure, a proposito di immigrazione: aver dato l’impressione di “volerli accogliere tutti” e non aver prestato alcuna attenzione alle paure che si diffondevano nel mondo del lavoro, fra i pensionati e fra i residenti dei quartieri popolari, tacciandole, anzi, di essere sintomi inequivocabili di razzismo, è stato un errore “enorme” e potenzialmente “tragico”, perché ha aperto la strada a una declinazione, a uno sfruttamento, “malvagio” di quelle paure. E se è vero che Salvini ha un dieci per cento in più grazie a quell’errore (come ebbe a dire la Ghisleri), beh allora, forse val la pena (una pena senza piacere) di parlare più spesso fra di noi dei nostri errori.

Risposte

da Nando Borroni:

in tema d’immigrazione a un certo punto è parso più gratificante, al “militante severo”, considerare come odio quello che probabilmente era solo uno dei sentimenti umani più diffusi, la paura. In questo senso lo slogan “restiamo umani” inconsapevolmente gli si è forse ritorto contro…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *