di Nicola Chiaromonte – aprile 1956

Ora, nella misura in cui l’esperienza che l’individuo ha della sua esistenza sociale è un’esperienza di non-verità e di atti non-liberi, egli non cerca la verità: vuole idee bell’e pronte, prontamente rassicuranti, così pure, egli chiede non la libertà, ma l’organizzazione di una forza capace di assicurare la soddisfazione dei suoi bisogni.

Della verità, come della libertà, egli non sente che la privazione, ma, anche questa, solo di fronte a se stesso: nella mancanza di ragione e di senso che allora scopre nella sua esistenza. Una situazione così viziosa non muta per virtù di idee pure, né di colpo, bensì unicamente “secondo l’ordine del tempo”, a forza di soffrire in comune la sorte comune, cercando di comprenderla. Rimane il fatto che, dalla caverna, non si esce in massa, ma solo uno per uno.

Nicola Chiaromonte (“La situazione di massa e i valori nobili”, Tempo Presente, aprile 1956)

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