di David Runciman – 2019

“Sarebbe ingiusto dire che i democratici vogliono essere governati dagli stupidi e dagli ignoranti. Nessun difensore della democrazia ha mai affermato che la stupidità e l’ignoranza siano virtù di per sé. Ma è senz’altro vero che la democrazia non discrimina sulla base della mancanza di conoscenza, e che mette in secondo piano la capacità di riflettere con intelligenza su questioni difficili.

Ciò che conta è capire se un individuo verrà coinvolto dall’esito delle decisioni. Alla democrazia interessa soltanto che gli elettori restino nei paraggi abbastanza a lungo da convivere con i propri errori”.
“La democrazia non trova quasi mai le risposte giuste, ma è bravissima a scartare quelle sbagliate. Inoltre ha la grande capacità di smentire le persone che pensano di sapere sempre cosa fare. La politica democratica accetta che nessuna domanda abbia una risposta fissa e fa in modo che sia così assegnando un voto a ciascuno, ignoranti compresi. La casualità della democrazia – che rimane la sua dote essenziale – ci protegge dal rischio di restare impantanati in idee davvero pessime. Significa che niente dura a lungo, perché arriva sempre qualcos’altro a scombinare le carte”.

David Runciman, Così finisce la democrazia (Bollati Boringhieri, 2019)

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