Hungry Holidays – lettera di Belona Greenwood

Una Città 258 / giugno-luglio 2019

Cari amici,
siamo all’inizio delle vacanze estive, anche se mentre vi scrivo il cielo è coperto, pieno di nuvole. Non si tratta più però della tipica stagione estiva britannica che patisce il poco sole, almeno non da quando è iniziata l’emergenza climatica; l’anno scorso ci siamo arrostiti sotto un’ondata di caldo anomalo e una siccità durata settimane. Ma quest’anno, e in questi ultimi giorni, questo clima deprimente rispecchia molto accuratamente lo stato emotivo di molte persone. Anche le vacanze estive sono annuvolate dalla problematica situazione politica in cui si trova l’intero paese.


L’ultimo giorno di scuola c’è un clima effervescente. Per molti bambini, l’estate è ancora il tempo della meraviglia. Hanno un sacco di belle cose da fare, e le vacanze offrono l’opportunità per nuove avventure. Come ogni anno, alcune famiglie della classe media caricheranno la macchina e porteranno la prole in campeggio in Francia, o in Italia, esponendo i loro figli ad altre culture, e migliorando le loro competenze linguistiche. Altri se ne andranno nei resort litoranei, o trascorreranno un paio di settimane in una bolla di divertimenti familiari in cittadelle fortificate in mezzo ai boschi, a nuotare o fare gite in bici. Ma per molti altri, anche le vacanze estive rifletteranno le rovinose fratture della nostra società.
È sempre meglio non chiedere ai bambini in età scolare quali siano i loro programmi per l’estate. Troppo spesso, questi bambini non vanno proprio da nessuna parte. Peggio: il sostegno, lo stimolo e perfino il cibo che le scuole forniscono scompaiono dalle loro vite per sei settimane. Le scuole rappresentano un perno fondamentale per le famiglie più povere. Il gruppo parlamentare trasversale sul problema della fame, presieduto da Frank Field, storico deputato Labour e ora indipendente, che ha dedicato tutta la sua carriera politica alla lotta alla povertà, ha di recente diffuso un report: Hungry Holidays, “Vacanze affamate”. La ricerca denuncia l’esistenza di tre milioni di bambini affamati, durante le vacanze, in quella che è la quinta economia più ricca al mondo.
L’”Independent” ha raccontato di come gli insegnanti avessero avvisato sulla situazione dei bambini che ritornavano a scuola malnutriti alla fine dell’estate, già nel 2017. Le cose non sono migliorate. Molti bambini beneficiano di pasti gratuiti durante l’anno scolastico, altri semplicemente hanno genitori che percepiscono salari miseri. Per troppi bambini, la “vecchia mamma Hubbard” della famosa ninna nanna inglese, con la sua dispensa vuota [la vecchia mamma Hubbard/ guardò nella dispensa / per dare un osso a quel povero cagnolino / ma quando la aprì / la dispensa era vuota / e così al povero cagnolino non toccò nulla] , è un’atroce realtà. Si saltano i pasti perché non ci sono soldi e non c’è cibo. I genitori provano ad attenuare il problema dando da mangiare ai figli e non a se stessi; se riescono a mettere insieme qualche soldo, possono permettersi solo prodotti di scarsa qualità, che portano alla malnutrizione. Se sei affamato e povero, sei isolato.
Gli autori di questi studi affermano di voler sollevare una reazione in tutto il paese, così da spingere il governo ad adottare misure per alleviare questo disastro umanitario. Sì, dovremmo proprio arrabbiarci. È imperdonabile che le vacanze estive di alcuni bambini siano un’occasione per danneggiare le loro opportunità e le loro conquiste nel modo più devastante per le conseguenze che tutto questo ha sulle loro vite. Niente campeggio in Francia, niente gite in barca, ma nemmeno niente di tanto elementare come un pasto adeguato.
Tutto ciò non fa che allargare la voragine che già esiste tra le opportunità riservate ai ricchi e ai poveri. È quantomeno ironico che siano i populisti, istruiti nelle scuole private, a spacciarsi per anti-elitari, quando sono loro la fonte dei problemi della nostra società. E mentre in 160.000, per la maggior parte bianchi, maschi e vecchi, iscritti al partito conservatore votano per il ventesimo Primo ministro laureato a Eton (nel probabile caso in cui vinca Boris Johnson), i privilegi si riproducono. Per molti questo semplice fatto non farà che accrescere la tristezza, sentimento così estraneo a questa stagione. Nel corso di queste lunghe, interminabili sei settimane, periodo in cui troppo spesso i bambini in questione passano tutto il tempo chiusi in casa, lontani dal sole, il report che ho citato ha segnalato un’evidente e notevole trasformazione destinata a verificarsi: “Le prove che abbiamo raccolto sull’impatto della fame nei bambini durante le vacanze scolastiche sono sconcertanti. Rivelano come i bambini alimentati con una dieta insufficiente, e privati di qualsiasi attività e distrazione, tornino a scuola malnutriti, deboli, depressi -alcuni manifestando perdite “significative” di peso, mentre i più fortunati mettono invece su qualche chilo. Inoltre, questo studio suggerisce che questo gruppo di bambini affronterà il nuovo anno scolastico con un ritardo di settimane, se non mesi, rispetto ai loro compagni che hanno potuto usufruire di una dieta più completa e che hanno svolto molte attività durante le vacanze scolastiche”.
Le scuole, gli insegnanti, i volontari, i gruppi parrocchiali e gli attivisti di comunità vanno sporadicamente in giro per il paese per cercare di coprire questo bisogno con “servizi di cucina delle vacanze” e attività gratuite.
Nessun partito politico ha davvero preso posizione sul fatto che le professioni più remunerative sono ormai popolate solo da persone che hanno frequentato le scuole private. Il Sutton Trust, che si fa promotore della mobilità sociale dalla nascita all’età lavorativa, ha rivelato in un’indagine dello scorso giugno che le persone che occupano le alte sfere del potere hanno cinque volte più probabilità di aver frequentato scuole private; dobbiamo inoltre ricordare che solo il 7% della popolazione frequenta le scuole private.
È così che siamo governati.
A meno che non facciamo davvero qualcosa per combattere questo enorme divario tra le opportunità offerte nelle nostre scuole, dove il governo ha tagliato la spesa per bambino dell’8% negli ultimi dieci anni, mentre l’introito delle scuole private è cresciuto, nello stesso periodo, del 49%, non saremo mai in grado di ridurre le distorsioni e gli squilibri nella nostra società. Non saremo in grado di salvare i nostri bambini, non solo dalla fame, ma nemmeno dalla disperazione.
È ben curioso che sia una banda di ricconi a  rappresentare le doglianze dei cosiddetti “left-behind”, quelli lasciati indietro. Rappresentare, strumentalizzare la miseria e la rabbia di coloro che si sentono impotenti, come ascensore per raggiungere il vertice. È stato sempre così…
Per i fortunati l’estate trascorrerà come sempre, tra cricket, tennis, bagni di sole, divertimenti, stimoli e belle esperienze. Il parlamento si prenderà una pausa prolungata, mentre le ambizioni della Brexit si crogioleranno nelle secche della nostra nazione isolana, e tre milioni di bambini se ne andranno a letto affamati, soli e sconfitti.
(traduzione di Stefano Ignone)

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