Ma infine, cosa c’è scritto nel corano?

L’islamologo Rachid Benzine (che abbiamo intervistato nel n. 235 di Una città), e il regista Ismaël Saidi hanno da poco pubblicato un piccolo manuale, costruito sotto forma di dialogo, per capire cosa dice (e cosa non dice) il Corano. Un modo per affrontare un problema che attanaglia tutte le religioni, perché come ha felicemente commentato un rappresentante della comunità ebraica francese: “Abbiamo tutti i nostri barbuti”.
Nonostante il soggetto sia molto serio, gli autori non temono di adottare un tono umoristico e comunque volto a sdrammatizzare. Ciò su cui Benzine insiste da tempo nei suoi incontri con insegnanti, educatori, ma anche detenuti musulmani è che “il testo è innanzitutto un contesto” e dunque, quando si legge il Corano, bisogna ricordare che il suo contesto è quello della penisola araba del settimo secolo e di un mondo tribale. Nel libro vengono affrontati anche i temi più spinosi, come il rapporto la violenza e Islam, la poligamia, il velo ecc. perché l’obiettivo è insegnare ai giovani lo spirito critico, anche davanti a un “testo sacro”.
(liberation.fr)

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