Dna cinese

La Cina ha iniziato a schedare geneticamente milioni di suoi cittadini incensurati; tra questi: attivisti, dissidenti, migranti e minoranze. Human Rights Watch ha denunciato una prassi ingiustificata oltre che priva di qualsiasi trasparenza in merito a modalità di raccolta e uso dei dati. L’operazione ha preso l’avvio nello Xinjiang, proprio dove vivono gli Uiguri, minoranza musulmana da tempo nel mirino del regime. Ai diciassette milioni di abitanti di questa regione il dna è stato prelevato nel corso di un “controllo medico” coatto oppure sono stati raggiunti a casa o al lavoro da funzionari addetti al prelievo, senza alcun preavviso.
Per “garantire la stabilità” (questa la motivazione) complessivamente il governo ha già schedato quaranta milioni di individui.
(Le Scienze)

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