Robot disubbidienti

Quando si parla di robot, nell’immaginario l’incubo peggiore è che si ribellino e prendano il sopravvento a spese degli umani. In realtà, il vero pericolo, spiegano Gordon Briggs e Matthias Scheutz nell’ultimo numero de “Le Scienze”, è che al contrario obbediscano a ordini (umani) semplicemente sbagliati o intenzionalmente cattivi. Di qui la necessità di insegnare loro anche a dire di no, quando necessario, per il bene del padrone e il proprio. Operazione tutt’altro che semplice. Si tratta infatti di introdurre il concetto di “condizioni di felicità”. Il robot insomma prima di obbedire a un ordine dovrà chiedersi se quell’azione è pericolosa o viola qualche norma o principio etico. Una bella sfida, che però ci ricorda che il vero pericolo viene da noi, non da loro.
(Le Scienze)

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