Perché si diventa terroristi?

Come vanno interpretati i recenti attentati che hanno colpito Francia e Belgio? Chi sono questi terroristi, come e perché vengono reclutati? Attorno a questa domanda, in Francia, il dibattito si è fatto molto acceso, in particolare tra due noti sociologi: Olivier Roy e Jilles Kepel. All’indomani del 13 novembre Olivier Roy ha usato la formula di “rivolta nichilista”. Non si tratta cioè di radicalizzazione dell’islam, ma di un’islamizzazione del radicalismo, qualcosa quindi di più vicino a una ribellione generazionale piuttosto che religiosa. Gilles Kepel è dell’opinione opposta: bisogna invece partire proprio dall’Islam, dai suoi testi, in particolare dal salafismo per capire. Da tempo l’intero mondo accademico è sotto pressione: in fondo parlare del rapporto della Francia con gli immigrati significa anche parlare della sua storia coloniale. A questo proposito, Cécile Daumas, su “Liberation” ricorda che c’è anche la posizione cosiddetta “terzomondista” che imputa invece le maggior responsabilità alla geopolitica, all’eredità coloniale e alla discriminazione dei musulmani. Il dibattito è aperto.
(liberation.fr)

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