L’importanza di chiamarli Daesh

Isis, Isil, Califfato, Daesh… Come è giusto chiamarli? Sulla rivista online statunitense Vox, Matthew Yglesias and Zack Beauchamp hanno provato a rispondere al dilemma del nome da dare a “quelli là”.

Dal 2014 il mondo ha cominciato a cercare denominazioni che non sembrassero comportare una sorta di legittimazione, come fa il nome di “Stato Islamico di Iraq e Siria”, ancora oggi il più usato. Qualcuno ha aggiunto il prefisso “sedicente”; un altro tentativo è stato proposto quest’anno a Cameron da alcuni imam britannici: “Chiamateli Stato non-islamico”. Non pare abbia avuto molto successo, nonostante persino Obama vi abbia fatto ricorso lo scorso settembre.

Il termine su cui puntano in molti è al-Dawla al-Islamiya fi Iraq wa al Sham. Vuol sempre dire “Stato Islamico di Iraq e Siria”, ma le iniziali fanno “Daesh”, parola molto simile all’arabo “dahes”, che significa “colui che semina discordia”. Di sicuro non piace a loro, che ne hanno vietato l’uso nei propri territori, dove vogliono essere chiamati “Califfato”. A dispetto delle intenzioni dell’una e dell’altra parte, come conferma un’indagine sui Google trends del 2015, allo scorso novembre il termine più usato, fra tutti quelli ricordati, è ancora di gran lunga “Isis”.

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