Suicidio

Quel pomeriggio di febbraio del 2013, Becky, 21 anni, stanca di vivere con l’ossessione degli abusi subiti da bambina, da cui non riusciva a liberarsi, aveva deciso di farla finita. Al momento di procedere però si è accorta che aveva paura. Questo le ha dato da pensare: forse non voleva davvero morire, ma solo smettere di soffrire. Una telefonata al 999 è stata decisiva. Ogni anno 6000 persone si tolgono la vita nel Regno Unito e nella Repubblica d’Irlanda. Il sistema sanitario inglese ha così deciso di adottare un programma sperimentale ideato a Detroit che ha ridotto i suicidi dell’82%. La cosa più importante pare sia creare un contesto in cui è più facile parlare del problema, e non solo in ambito di salute mentale (a cui raramente la gente si rivolge), ma dappertutto, in famiglia, a scuola, al lavoro, tra gli amici. Solo così si può imparare a riconoscere i segnali e a intervenire. Perché la decisione di suicidarsi non è irreversibile. Joe Ferns, direttore dell’organizzazione “Samaritans”, che ha una linea telefonica in funzione 24 ore su 24, spiega che per quanto la gente tema sempre di dire la cosa sbagliata in questi casi, in realtà la cosa peggiore resta il silenzio.
(www.theguardian.com)

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