“Il lavoro cooperativo” – di Massimo Tirelli

Il socio-lavoratore nella crisi. Intervento di Massimo Tirelli*
Uno dei fenomeni più rilevanti degli ultimi anni, soprattutto nella gestione dei servizi socio sanitari da parte del Servizio sanitario nazionale è quello dell’appalto esterno (outsourcing) di alcuni servizi prima gestiti sostanzialmente con personale per lo più proprio: servizi sociali sul territorio, re-inserimento di persone svantaggiate, servizi di pulizia, gestione di comunità di recupero, gestione di case di riposo, servizi di trasporto sul territorio di disabili, malati e persone con disagi, finanche servizi di infermierato dentro e fuori strutture pubbliche, e probabilmente l’elenco potrebbe continuare.

Anche altre strutture pubbliche, come enti territoriali (Comuni, Provincie autonome o meno, Regioni), hanno negli ultimi anni usufruito della possibilità di appaltare all’esterno numerosi servizi, dai trasporti alla gestione di case di riposo, dal servizio centralino alle analisi del territorio e sociali, e così via. L’elenco non è assolutamente esaustivo, come è facile comprendere frequentando normalmente servizi ed enti citati. Ma chi sono generalmente coloro che vincono questi appalti? È esperienza comune imbattersi in cooperative, per lo più sociali, che, in ragione dello scopo statutario perseguito e dei servizi che organizzano, partecipano a detti appalti formulando le loro proposte, le quali vengono considerate dalla commissione esaminatrice con maggiore o minore oculatezza, attenzione e interesse. Ogni tanto buca l’informazione, i media, l’intervento della magistratura su qualche appalto “pilotato” che aveva soddisfatto qualcuno che non aveva propriamente i requisiti per aggiudicarselo, ma il fatto è che tutti i giorni lavorativi vengono fatte aggiudicazioni per la gestione di servizi esterni e/o sociali mediante gara d’appalto che per lo più debbono rispondere al problema principale tipico dell’amministrazione pubblica, derivante dalla diminuzione di risorse economiche per gestire detti servizi. Non è affatto mia intenzione affrontare la bontà o meno di questa cultura dell’outsourcing socio-economica, bensì raccontare una realtà in cui sempre più spesso, da qualche anno, ci si trova a inciampare laddove per motivi professionali ci si occupi di questioni di lavoro, edi cui mediaticamente non si parla (quasi) mai: la successione dei rapporti di lavoro nel caso che il rinnovo della aggiudicazione dell’appalto comporti una modifica del soggetto esecutore (cioè un nuovo datore di lavoro). Qual è il problema, in sostanza? La fine che fanno i lavoratori addetti a un certo compito nel caso in cui il proprio originario datore di lavoro (o meglio, la cooperativa di cui sono soci più o meno consapevolmente) non veda riconfermata la continuazione del servizio, e ciò perché qualcun altro ha partecipato con un’offerta rivelatasi migliore. Il caso è tutt’altro che raro, anzi, in un’economia di mercato dovrebbe succedere spesso, e infatti succede. Una delle forme più usate del recesso del rapporto di lavoro (licenziamento) da parte di chi ha perso la commessa è quella del cd. “giustificato motivo oggettivo” (Gmo per gli addetti ai lavori), che corrisponde a un impedimento insormontabile per la prosecuzione del rapporto, un impedimento non imputabile alle parti o a una loro scelta (ché altrimenti si parlerebbe di giusta causa) ma oggettivo, esterno e invincibile per le parti interessate. La fine di un appalto può rivestire questo motivo, in quanto il datore di lavoro-cooperativa può di sovente non trovare al proprio interno altre collocazioni per quei lavoratori che hanno quindi perso il proprio posto di lavoro. Questo è infatti quello che succede normalmente e succederebbe anche per i soci lavoratori delle cooperative sociali se… non soccorresse loro una norma contrattuale (cioè del Ccnl), l’art. 37.

*Massimo Tirelli è avvocato esperto in Diritto del lavoro e della Previdenza sociale, è consulente legale del Patronato Inas-Cisl e della Fim-Cisl Verona e Trento.Pubblicato nel n.214. Leggi tutto qui:
http://unacitta.it/newsite/articolo.asp?id=967

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