Interlocutori?

È certamente importante fare l’elenco degli errori e delle malefatte di noi occidentali, ma questi, per quanto tragici e pure criminali, per quanto possano essere una delle cause principali dei problemi con cui ci troviamo a misurarci, non ne possono allontanare la gravità e sollevarci dal dovere di prendere una decisione.

Il più grave di quegli errori è quello di aver devastato un intero paese, prima con un embargo che ha distrutto il bazar, cioè il ceto medio iracheno, poi con un’invasione del tutto gratuita e avventurista, solo per soddisfare un presidente americano con problemi, i geopolitici cinici ma al fondo razzisti,  e quindi stupidi, che lo circondavano, e degli intellettuali ex-trotzkisti convinti che con la forza si possano raddrizzare le gambe a cani e a uomini.
Per Marek Halter, Bush andrebbe trascinato davanti al tribunale internazionale per crimini di guerra. Ma ciò detto? Riconoscere gli errori tragici di Versailles avrebbe cambiato qualcosa rispetto alla comprensione del “che fare” con Hitler? Riconoscere l’altro come interlocutore? Oh, ma fu fatto e i cecoslovacchi ne ricordano ancora qualcosa. Anche sapere chi sono questi combattenti, da dove vengono, come sono stati reclutati, perché sono pronti a partire, a lasciare le nostre libertà metropolitane, per andare a uccidere e forse a morire, ci può certamente aiutare a riflettere sulla nostra vita, a cambiare qualcosa e forse a prevenire la degenerazione di quella di altri. Ciò detto?

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