Chiedi al sexperto

Cos’è il sesso per gli indiani? Forse un’ossessione, probabilmente un motivo di disorientamento; di certo, un argomento di cui è difficile parlare. Nel mix storico prodotto dal mescolarsi di cultura hindu e puritanesimo vittoriano, a uscire sconfitta sembra essere stata la libertà di parola sul tema. Malavika Vyawahare, corrispondente da New Dehli per il New York Times, ha intervistato uno dei pochi indiani che può parlare pubblicamente di “peni” e “vagine” in un paese dove, secondo uno studio, solo il 20% dei giovani riceve un qualche tipo di educazione sessuale: il novantenne Mahinder Watsa, ginecologo in pensione, tra i primi attivisti progressisti a promuovere campagne per la contraccezione, che da nove anni tiene sul Mumbai Mirror la rubrica “Ask the Sexpert”. Nei suoi nove anni di vita, la rubrica del dottor Watsa ha ricevuto più di 40.000 lettere anonime: “La maggior parte sono maschi, preoccupati delle dimensioni, di essere impotenti, ma, soprattutto, di mettere a repentaglio la propria salute con la masturbazione”. Con le sue risposte gentili, ma poco inclini ai giri di parole, l’anziano dottore ha lentamente aperto le porte a un linguaggio e a una mentalità ancora tabù, in India: ad esempio, a Mahinder può capitare di consigliare uno specialista in ricostruzione dell’imene a qualche ragazza timorosa di non rispondere a quell’ideale di sposa vergine che ancora spopola, tra i maschi indiani.

Ma perché, domanda Vyawahare, dei giovani dovrebbero rivolgersi a un anziano dottore per i propri problemi sessuali? La risposta di Watsa è laconica: “E che alternativa avrebbero?”. Già, perché in India non c’è educazione sessuale, a scuola, osteggiata ferocemente dai gruppi più conservatori. E così, negli anni l’ignoranza in materia non è scemata. “Le lettere mi sembrano sempre le stesse sin da quando ho iniziato. I timori della gente non sono cambiati”. Una novità, però, c’è: nel tempo hanno cominciato a scrivere anche le donne, che oggi scrivono il trenta per cento dei messaggi che il dottore riceve quotidianamente.

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