“Lavorare stanca” – Un appunto di Francesco Ciafaloni

Un appunto di Francesco Ciafaloni* sulla diseguaglianza nella retribuzione del lavoro, per Thomas Piketty la causa principale dell’aumento della diseguaglianza economica negli ultimi anni (spesso pochissimo legata al merito), e sulla diseguaglianza nella proprietà, che è ancora maggiore…

La­vo­ra­re stan­ca.
E qual­che vol­ta non ba­sta per vi­ve­re.
Gra­ve quan­to l’al­ta di­soc­cu­pa­zio­ne è l’au­men­to dei la­vo­ra­to­ri po­ve­ri; co­sì po­ve­ri da non gua­da­gna­re ab­ba­stan­za per vi­ve­re. Ba­sta guar­dar­si in­tor­no, in Ita­lia, an­che nei me­no po­ve­ri nor­do­ve­st e nor­de­st, per sco­pri­re la­vo­ra­to­ri che gua­da­gna­no me­no di quel­lo che con­su­ma­no; qual­che vol­ta po­co più, o ad­di­rit­tu­ra me­no, di quel­lo che spen­do­no per la­vo­ra­re -tra­spor­ti, tra­sfe­ri­men­ti, af­fit­ti ag­giun­ti­vi. Ba­sti pen­sa­re al­le re­tri­bu­zio­ni di po­chi eu­ro l’o­ra dif­fu­se nei ser­vi­zi; o con­fron­ta­re le re­tri­bu­zio­ni dei pre­ca­ri im­mi­gra­ti del­la scuo­la col co­sto del tra­sfe­ri­men­to al nord, del­l’af­fit­to, del­la pen­do­la­ri­tà. Ma co­me fan­no; e per­ché lo fan­no? Le ri­spo­ste le san­no tut­ti. At­tin­go­no dai ri­spar­mi; usa­no la ca­sa e le ri­sor­se del­la ge­ne­ra­zio­ne pre­ce­den­te. Lo fan­no per­ché po­co è me­glio di nul­la, se de­vi far­ti man­te­ne­re dai tuoi. Lo fan­no per­ché in­ve­sto­no nel fu­tu­ro, per­ché spe­ra­no di gua­da­gna­re pun­ti in una, rea­le o ipo­te­ti­ca, gra­dua­to­ria; per­ché spe­ra­no che qual­cu­no an­no­ti ciò che fan­no nel lo­ro book, co­me si di­ce ades­so -nel “ma­gno vo­lu­me / du’ non si mu­ta mai bian­co né bru­no”, co­me si di­ce­va una vol­ta.
Ma qual­che vol­ta ren­de mol­to, mol­to ric­chi.
Tho­mas Pi­ket­ty (Le ca­pi­tal au XXIe siè­cle) di­mo­stra che la di­se­gua­glian­za nel­la re­tri­bu­zio­ne del la­vo­ro è la cau­sa prin­ci­pa­le del­l’au­men­to del­la di­se­gua­glian­za eco­no­mi­ca ne­gli ul­ti­mi an­ni. La­vo­ro, na­tu­ral­men­te, va in­te­so in sen­so la­to, dal­l’am­mi­ni­stra­to­re de­le­ga­to al pre­ca­rio nei ser­vi­zi. Red­di­to da la­vo­ro è tut­to ciò che non è ren­di­ta o pro­fit­to.
Per da­re un’i­dea glo­ba­le del­le dif­fe­ren­ze in va­rie aree ri­por­to da Le ca­pi­tal, p. 390, la di­stri­bu­zio­ne del mon­te sti­pen­di e sa­la­ri per clas­si di red­di­to in aree so­cial­men­te di­ver­se: Pae­si scan­di­na­vi ne­gli an­ni 70-80, di­se­gua­glian­za de­bo­le; Eu­ro­pa 2010, di­se­gua­glian­za me­dia; Sta­ti Uni­ti 2010, di­se­gua­glian­za for­te. Le clas­si di red­di­to ven­go­no an­che de­fi­ni­te em­ble­ma­ti­ca­men­te: l’1% più ric­co vie­ne de­fi­ni­to clas­se do­mi­nan­te; il 9%, im­me­dia­ta­men­te suc­ces­si­vo, clas­se agia­ta; il 40%, suc­ces­si­vo, clas­se me­dia; il 50% suc­ces­si­vo, po­ve­ri.
Nei pae­si scan­di­na­vi la clas­se do­mi­nan­te pren­de­va il 5%; la clas­se agia­ta il 15% (in to­ta­le 20%); la clas­se me­dia il 45%; i po­ve­ri il 35%. Il coef­fi­cien­te di Gi­ni era 0,19.

*pubblicato nel n. 213. Leggi tutto qui:
http://unacitta.it/newsite/articolo.asp?id=951

0 pensieri riguardo ““Lavorare stanca” – Un appunto di Francesco Ciafaloni”

  1. Ad esempio un Dirigente pubblico di mia conoscenza, alla fine dell’anno ha preso tutti i premi di produzione e raggiungimento degli obiettivi ecc ecc mentre nella realtà non ha fatto altro che distruggere un intero settore!!! Altro che libero mercato… vorrei fissarmelo anch’io da domani il mio stipendio!

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