Turisti

L’Ucraina non è esattamente un “must” nelle destinazioni dei viaggi turistici, eppure…
Un’agenzia di viaggi chiamata “Political Tours” sta organizzando un tour di 9 giorni per studiare i disordini in corso nel paese. Nicholas Wood, a capo dell’agenzia, spiega che non c’è niente di voyeristico. Il tour sarà guidato da un giornalista e alla fine sarà possibile incontrare dei politici a cui si potranno porre delle domande.
Non è il primo viaggio del genere per quest’agenzia che non necessariamente manda la gente in posti di guerra. Hanno organizzato viaggi in Scozia per capire la questione dell’indipendenza, in Grecia per studiare la situazione economica, ma anche in Libia e Corea del Nord. In genere il gruppo è composto da sole otto persone: partecipano accademici e giornalisti, ma anche persone normali, appassionate di politica, che vogliono informarsi. Il tutto ha un costo tutt’altro che contenuto. Il viaggio in Ucraina costa più di 5000 dollari.
C’è anche chi organizza viaggi all’impianto di Chernobyl con visita alla “città fantasma” di Pripyat, dove “i visitatori possono girare tra le abitazioni e le cose abbandonate dalle persone in fuga”. C’è qualcosa di “osceno” in tutto questo, riconosce l’autore dell’articolo e tuttavia, se la cosa è fatta in modo simpatetico, in effetti questi viaggi possono essere occasioni preziose per capire situazioni complesse e drammatiche. Il problema è che, conclude il giornalista, la linea che separa l’ottusa grossolanità dalla comprensione empatica rischia di essere molto sottile.
(www.economist.com)

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