Tornare dove non si è mai vissuto

Dallo scoppio della crisi economica in Grecia, sono circa 200.000 i migranti albanesi che hanno deciso di tornare in patria. Una scelta difficile e spesso traumatica per i più giovani, che spesso “tornano” e devono adattarsi ad un paese che non hanno mai vissuto. Gilda Lyghounis ha raccolto alcune di queste storie sul sito balcanicaucaso.org.
A Tirana ora tutti lo chiamano “Greg”, il Greco. Quando viveva a Lagonisi, sulle coste meridionali dell’Attica, invece, il suo nome di battesimo era “Christos”. I suoi genitori gliel’hanno detto all’improvviso, un pomeriggio prima che andasse ad allenarsi a basket, che sarebbero dovuti tornare a vivere in Albania.
E’ successo un anno fa, quando Christos – Greg aveva appena compiuto sedici anni: suo padre, muratore, non trovava più lavoro da sei mesi, con i guadagni in nero di sua madre che faceva le pulizie nelle villette sulla costa la famiglia non riusciva più a tirare avanti. Ma per un adolescente nato e cresciuto a Lagonisi, dove aveva sempre frequentato le scuole greche, dall’asilo al liceo, partire per Tirana è stato come andare su Marte. Non sapeva neanche leggere e scrivere in albanese…  Quella di Greg-Christos è una delle tante testimonianze di ragazzi e ragazze di origine albanese raccolte dal quotidiano “Ta nea”. Solo nel periodo fra il 2004 e il 2012 secondo l’anagrafe ellenica sono nati su suolo greco 104.225 bambini da genitori immigrati albanesi. Nel 2004, Greg-Christos era già nato. I suoi genitori, infatti, erano arrivati dall’Albania a piedi nel lontano 1994, con il sogno di formare la loro famiglia nell’Unione europea. Il loro bambino è nato in riva al mare: “Adesso per vedere il mare, da Tirana, devo fare quasi due ore di corriera” dice Christos con amarezza. (la versione integrale su: balcanicaucaso.org)

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