Net écoute

A chiamare sono quasi sempre delle donne: le mamme. L’allarme scatta quando si scopre che qualcuno sta facendo richieste dubbie ai figli attraverso chat o social network. A rispondere sono gli operatori di Net Ecoute: un numero verde lanciato nel 2008 dall’associazione e-Enfance nel quadro del programma europeo “Safer Internet”. Dominique Delorme, responsabile del servizio, oltre a rassicurare i genitori, spiega loro come muoversi: non c’è bisogno di chiudere il blog, i ragazzini devono però sapere che non devono dare informazioni sulla propria identità, sull’indirizzo o sulle proprie abitudini. È una linea anonima e gratuita, aperta a tutti, anche se essenzialmente si rivolge ai genitori, irrimediabilmente più ignoranti dei figli sul funzionamento delle nuove tecnologie.  L’utilizzo di Internet da parte dei minori avviene, nel 49% dei casi, nelle loro camere e pare che il  25% dei bambini sia stato “avvicinato” da uno sconosciuto in rete. Oltre al numero verde, c’è anche un sito e poi l’associazione organizza incontri nelle scuole. La domanda è crescente: ogni settimana l’associazione riceve una trentina di richieste. Il pericolo, infatti, non viene solo dai pedofili, ma anche dall’uso, spesso irresponsabile, che fanno della rete gli stessi ragazzini. Gli episodi di molestia “cibernetica” e di bullismo attraverso il caricamento di foto e video di compagni di scuola sono in aumento. C’è anche chi mette in rete le proprie foto. Molti ignorano i rischi cui si espongono. E poi ci sono i giochi a pagamento. Una madre ha chiamato raccontando che la figlia aveva speso oltre mille euro. Questi giochi sembrano gratuiti, ma in realtà, da un certo livello in poi, per proseguire bisogna pagare e spesso non si effettua un acquisto, ma si sottoscrive una sorta di abbonamento, così i costi lievitano in modo incontrollabile. Dopodiché ottenere un rimborso è tutt’altro che facile.
(www.liberation.fr)

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