Il riposo del bancario

I giganti della finanza mondiale stanno adottando regolamenti interni per rendere meno gravosa la mole di lavoro cui finora hanno costretto i propri dipendenti più giovani. In un articolo del 14 gennaio, la corrispondente newyorkese del Financial Times Camilla Hall ha scritto che le grandi banche cambiano, facilitando anche la possibilità di carriera e gli scatti salariali, per non perdere di attrattiva presso talenti neolaureati che sempre più preferiscono lavorare in imprese più piccole e rampanti dove gli uffici sono dotati di frigoriferi per le birre ed è consentito presentarsi al lavoro in pantaloncini.

Tra le misure adottate, Credit Suisse invita le matricole a non lavorare il sabato -se non necessario- e a riferire ai superiori qualora ci si sia trovati costretti a trattenersi al lavoro oltre la mezzanotte di domenica; Goldman Sachs scoraggia il lavoro di sabato e domenica; JPMorgan blinda il riposo per almeno un fine settimana al mese mentre Bank of America introduce l’obbligo per i dipendenti junior di fermarsi per almeno 4 giorni al mese nei weekend.

Proprio la Bank Of America era stata oggetto di forti critiche dopo Moritz Erhardt, suo stagista tedesco ventunenne, era rimasto ucciso la scorsa estate da un attacco epilettico presumibilmente innescato dall’intensa mole di lavoro cui era stato sottoposto. Questo nuovo corso è anche una risposta alle campagne di Ong che denunciano la cultura delle “cento ore settimanali di lavoro” imperante nel mondo della finanza: secondo la Hall, però, le misure adottate non sarebbero risolutive, perché tutte volte a “scoraggiare”, e non a vietare, l’abuso sulle giovani leve della finanza.

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