Renzi e la Cancellieri

A Renzi che attacca la Cancellieri, forse il miglior ministro della giustizia della storia repubblicana, ma rea di aver fatto una telefonata di solidarietà ad amici in difficoltà con la giustizia e di essersi interessata, come in tanti altri casi, a una detenuta in pericolo di vita, il tutto, ovviamente, senza trarne alcun beneficio; a Renzi che considera quelle due telefonate un fatto di “estrema gravità” sintomatico della situazione in cui versa l’Italia; a Renzi che dice spesso la frase “in altri paesi…”; a Renzi che vuol fare “il duro e il puro” di fronte a un’opinione pubblica esasperata, vorremmo ricordare che “in altri paesi”, tipo l’Inghilterra, un ministro che ha caricato sulla patente di guida della moglie la perdita di due punti per un’infrazione commessa da lui, traendone un beneficio minimo, certo inferiore a quello che si ottiene usando il pass del marito sindaco per evitare le file del traffico cittadino, s’è dimesso da ministro e da parlamentare e s’è fatto pure due mesi di prigione. E vorremmo ricordare a Renzi che “rispettare la fila” è la regola basilare, fondamentale di ogni comunità; la più importante.

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