Il mio nuovo capo

 

Alto quattro metri, un braccio saldatore e un occhio laser, Spitfire è il nuovo collega di lavoro di Michael Dawson-Haggerty, giovane ingegnere fresco di master all’istituto di robotica della Carnegie Mellon University . Nell’ultimo numero delle Scienze, David Bourne, direttore dell’Istituto racconta di come si è comportato questo strano tandem in cui non era sempre l’uomo a comandare, ma talvolta anche il robot. Si è comportato bene: Michael e Spitfire hanno costruito il telaio dell’Humvee (veicolo militare usato in Iraq e Afghanistan) in 10 ore al costo di 1150 dollari, manodopera e materiali inclusi. La squadra di esperti saldatori usata come gruppo di controllo ha esegutio la stessa operazione in 89 ore. Spesa: 7075 dollari. Le ricadute economiche della possibilità di far lavorare in tandem uomo e robot sono enormi. La provocazione di David Bourne è di iniziare a pensare ai robot anche come capisquadra, non solo come schiavi. La prima accortezza sarà di fare robot che muovendosi non colpiscano accidentalmente le persone vicine. Già ora PR2, robot con due braccia e una testa (e tanti sensori) viene usato all’università per servire bibite e panini ai visitatori in contesti affollati e caotici. Ma poi questo robot deve anche saper “imparare”. Spitfire ad esempio ora sa scomporre un processo affidando i singoli passaggi a chi sa eseguirli in modo più rapido -uomo o robot che sia. Talvolta era Michael a risultare il miglior manovale; le 400 saldature invece le ha fatte -magnificamente- Spitfire, salvo un paio: non ci arrivava e allora ha rihiamato Michael.

(Le Scienze)

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